Osservatorio industria degli stampi alla ricerca di quei punti critici che fanno soffrire. L’industria degli stampi sta soffrendo una trasformazione per sopravvivere. Nel quadro delle diverse opzioni qui alcune idee sul piano organizzativo.

L’Osservatorio industria degli stampi si lancia sul piano della scienza organizzativa. Quale modello di organizzazione è consigliabile agli stampisti italiani? Dipende dal numero di produzioni in essere, dai dipendenti e dalla loro cultura. Prendendo spunto dall’industria inglese dell’acciaio ci sono delle novità. Questo tipo di attività è stata stabile e sicura fino agli anni Ottanta e Novanta. Dopodiché è tutto cambiato. Eccesso di produzione in Europa. L’arrivo dei mini impianti. La concorrenza tedesca e giapponese e infine la recessione economica, hanno piegato tutti insieme l’acciaio inglese. Dai primi anni Duemila, l’asiatica Mittal Steel e il principale produttore europeo, Arcelor, hanno iniziato ad acquisire altri impianti. Nel frattempo diversi produttori d’acciaio statunitensi stavano chiudendo.

La speranza di restare sul mercato per le piccole aziende siderurgiche tradizionali, risiedeva nell’offrire prodotti ad alta specializzazione.

Infatti una piccola azienda riesce agevolmente ad adattarsi al mercato. Qui nasce la forte similitudine tra l’industria degli stampi italiana e quanto già sperimentato dagli inglesi. Con il metodo inglese si riesce ancora a “piazzare” importanti partite di prodotti speciali, saltando da un cliente all’altro. La Englander Stella aveva 2900 persone e 400mila tonnellate d’acciaio all’anno da produrre. Per 160 anni il modello organizzativo funzionale ha offerto sicurezza e un buon lavoro. Oggi quel tipo d’organigramma non più adeguato! In pratica, oltre ai problemi di mercato e prodotto, si è aggiunta anche la struttura di lavoro. L’organizzazione utilizzata dalla Englander Steel si è rivelata improvvisamente obsoleta! Ovviamente all’organizzazione si è aggiunto anche un importante ritardo di consegna del prodotto nel 50% dei casi. Profitti erosi dal costo del personale. Costi di materia ed energia alle stelle.

Per spostarsi su prodotti speciali d’alta gamma e mercati di nicchia, la Englander Steel ha modificato l’organizzazione. L’obiettivo è stato anche l’economia di scala. Per risolvere questi problemi l’impresa siderurgica ha applicato un organigramma a matrice. Il dettaglio tecnico si trova già descritto in questo studio dal titolo: Organizzazione aziendale, Richard L. Daft, capitolo 3, critica. L’analisi è stata pubblicata nel sito www.giovannicarlini.com

L’organigramma a matrice è decisamente inusuale per la siderurgia, ma ha salvato la Englander Steel. Il punto interrogativo dell’osservatorio industria degli stampi è se possiamo replicarlo! Applicare questa felice esperienza anche al settore degli stampi italiani e non solo.

Ecco un caso dove il costo d’organizzazione è in grado di uccidere o salvare un’impresa. L’osservatorio industria degli stampi si conferma come una tribuna di riflessione e analisi per le aziende del settore.

 

Stampi Di Novembre 2011
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