Saggio marginale di sostituzione come argomento abituale in questo sito dove la microeconomia impegna per un buon 20%.

Il restante si suddivide tra macro, un 10%, Ragioneria detta anche economia aziendale, un altro 20%, quindi considerazioni di fondo per un 30%.

Considerazioni di fondo che in realtà colgono molto spesso concetti di micro/macro. Infine la sociologia per il restante 20%.

Oggi qui affrontiamo una “grana” che deriva da un recente compito di microeconomia affrontato presso l’Università Cattolica di Milano.

Si noti l’allegato leggendo la prima parte, quella al punto 1 e la lettera “i”, l’ultimo quesito.

il testo dell’esercitazione

Lavorando sul punto “i” ci troviamo in una classica situazione d’elasticità unitaria.

Quella bisettrice che solitamente disegnano per trovare il punto ad elasticità unitaria ora è rappresentata dall’offerta.

Trovandosi l’offerta con intercetta nulla vuol dire che sorge dall’origine degli assi cartesiani. Sostanzialmente una situazione di questo tipo:

si noti come la bisettrice individua e spezza la curva di domanda individuando il punto ad elasticità unitaria. Nel caso in studio la bisettrice è rappresentata dalla curva di offerta.

La soluzione al punto “i” quella ufficiale diffusa dall’Ateneo è la seguente:

come si nota la spiegazione c’è ma lascia molti punti oscuri ed è proprio questo il peggior difetto delle spiegazioni non solo dell’Università Cattolica ma proprio dell’ambiente universitario in generale.

Si noti come il prezzo d’equilibrio, quello che solitamente indichiamo con il p* asteriscato ci è dato, pari a 15.

Rapidamente otteniamo anche la q* in 40 unità. In questo modo ci troviamo ad avere quel p*/q* che ci serve per calcolare ogni elasticità.

Essendo la curva d’offerta Qs = 2p – 8 (si veda le istruzioni iniziali) noi calcoleremmo l’elasticità con un 2 (in negativo) che moltiplica p*/q*.

Il problema è però più complesso, noi sappiamo già che l’elasticità è pari a 1 (elasticità unitaria). Ne consegue che possiamo scrivere 1 = x per p*/q*.

Quel:

lo possiamo riscrivere in questo modo:

per risolverlo ci troviamo quel 15/40 invertito e moltiplicato avendo

Qs = 40/15p

infatti il testo indica 8/3 p perchè ha semplificato la funzione dividendo il numeratore e denominatore per 5 (15:5 = 3 e 40 : 5 = 8)

Chi non ha capito?