Freddezza del Governo britannico, nel 1950, verso la formazione di un’autorità sovranazionale contenuta nella dichiarazione Schuman relativamente alla messa in comune di risorse energetiche strategiche in Europa.

Freddezza rappresenta la parola chiave di questo studio. La ricerca si basa sulla fredda ma partecipe considerazione britannica, nei confronti del progetto francese per una gestione comune con la Germania delle risorse energetiche (nel dettaglio carbone) nel bacino della Ruhr collocato in prossimità della frontiera franco-tedesca.

Il Presidente del consiglio francese Robert Schuman (1886-1963) in carica dal 1947 al 1953 motivato anche da uno spirito religioso[1] e su ispirazione di un altro politico francese, Jean Monnet, presentò il 9 maggio 1950 una proposta per creare una “federazione europea” tesa al mantenimento di relazioni pacifiche a lungo termine in Europa. Il primo passaggio di questo processo sarebbe stata la creazione della “comunità del carbone e dell’acciaio”. Vuol dire che sia la Germania dell’Ovest sia la Francia (ed anche altri paesi europei se interessati) avrebbero posto in comune risorse strategiche. Ne seguì la Dichiarazione Schuman e la creazione della CECA aprendo successivamente al processo d’integrazione europea sul piano economico. Successivamente quanto nato per rispondere a una necessità economiche divenne un disegno politico.

Lo scopo di questa ricerca è capire come l’idea francese sia stata recepita dagli inglesi che in quel periodo ovvero tra il 1948 e il 1950 si chiesero se:

  • apprezzare e condividere lo sforzo francese;
  • la portata e le relative conseguenze dell’esperimento se avesse avuto successo;
  • i riflessi sul piano del costo della materia prima, quindi dell’acciaio;
  • le ricadute sul piano militare di una collaborazione di questo livello tra due Nazioni che hanno saputo sviluppare ben due conflitti mondiali. Quindi anche la posizione dell’Unione Sovietica se chiamarla o meno alla partecipazione;
  • il ruolo che andrebbe ad assumere nel Continente europeo un’autorità a sé stante sganciata dal controllo degli Stati quindi “porre il dito nella piaga” di un’entità sovrannazionale in Europa. Come e perché creare un organismo avulso dai singoli Stati, che autorità avrebbe avuto e quali sovrapposizioni ci sarebbero state?

In particolare, su quest’ultimo aspetto, del tutto attuale ad oggi nel 2024 e in prossimità delle votazioni europee di giugno, resta aperto l’interrogativo su cosa debba essere l’Unione Europea oscillando tra i due estremi:

A – un organismo sovrannazionale in grado d’imporre visuali agli Stati membri (che hanno quest’ultimi almeno 400 anni di storia quindi assetti culturali diversi non necessariamente convergenti verso un unico punto di riferimento culturale ed economico ma questa è la ricchezza del Vecchio continente);

B – oppure un ente di coordinamento, ma in questo caso potrebbe operare in forma decisamente più snella rispetto al presente, abrogando lo stesso parlamento e migliaia di dipendenti del tutto superflui.

Nell’attualità del tema, l’Autorità britannica sin da prima degli anni Cinquanta riuscì a capire la problematica, a definirla in chiaro ed assumere una posizione di benevola osservazione e forse accoglienza ma sempre restando distanti da un coinvolgimento che tradisce la storia dei diversi paesi europei imponendo l’organo sovranazionale. Dallo studio di questi documenti emerge con grande chiarezza la scelta del distacco della Gran Bretagna dall’idea comunitaria, passata alla storia come “brexit”.

E’ in particolare molto interessate la valutazione espressa dal Ministro della difesa britannico nel maggio del 1950[2] capace d’inquadrare perfettamente il tema nel senso che: verso la fine del 1948 l’Organizzazione per la cooperazione economica europea (l’OECE è esistito dal 16 aprile 1948 fino al 1961 per coordinare la distribuzione degli aiuti provenienti dagli Stati Uniti nell’ambito del Piano Marshall) propose due forme principali di collaborazione: l’integrazione tra Stati europei e la liberazione attraverso l’abolizione delle tariffe doganali. (…) Non ci siamo mai opposti alla liberalizzazione (…) d’altra parte abbiamo sempre combattuto, molto timidamente, l’integrazione nel senso che (…) considerato un grave pericolo. Ed ecco il punto più qualificante dell’intervento nello stesso documento: Le attuali proposte del governo francese prevedono un’autorità sovrannazionale che avrebbe il potere di dettare la razionalizzazione della produzione. Sembra molto difficile che potremmo mai accettare di sottoporre le nostre scelte ad altri in un organismo dove ogni Stato avrebbe potere di voto[3].

Un parere così secco, ricco di freddezza e diretto quanto contrario alla costituzione di un organo sovrannazionale anziché di coordinamento, è confermato in altro documento inglese, di natura politica anziché miliare, anch’esso classificato come “segreto”: Essenzialmente cerca d’impegnarci prima dell’apertura dei negoziati al principio della messa in comune delle risorse d’acciaio e carbone arrendendosi a un’autorità indipendente di sovranità su un aspetto importante della nostra economia. Riteniamo sbagliato impegnarci in questo modo.[4]

In seguito alla dichiarazione Schuman del 9 maggio 1950, nel ruolo di Ministro degli esteri del governo francese, considerato come il primo discorso politico ufficiale in s’enuclea l’idea “Europa” nei termini di collaborazione economica (non politica) Un augurio di buona fortuna, nel senso di sganciamento dal progetto, proviene da Roberto Hall direttore della sezione economica dell’Ufficio del primo ministro, l’11 maggio 1950 scrivendo: La mia opinione è che non abbiamo altra scelta che accogliere favorevolmente la mossa e augurare fortuna. (…) disapproviamo la proposta, anche se non siamo in alcun modo obbligati a dichiarare la nostra posizione. [5]

 

 

[1] Jean-Baptiste Nicolas Robert-Schuman, Lussemburgo 1886-Scy Chazelles 1963, politico francese e considerato uno dei padri fondatori dell’idea europea unitamente ad altri quali Jean Monnet, Konrad Adenauer, Paul-Henri Spaak e Alcide De Gasperi è stato dichiarato “venerabile” dalla Chiesa Cattolica il 19 giugno 2021 dall’attuale pontificato ed è anche soggetto di un precesso canonico di beatificazione

[2] Nota del Ministero della Difesa britannico, Annesso II°, tomo 16, classificato come SEGRETO dal titolo “Controllo sull’accordo franco-tedesco relativo all’estrazione del carbone e produzione d’acciaio” pagine 28-32

[3] Le frasi riportate e relativamente alla nota 2 in alcuni casi hanno subito un leggero ritocco espressivo grammaticale senza modificarne il senso.

[4] Tratto dal Rapporto del comitato dei funzionari C.P. (50) 120 CAB 129/40 Camere del tesoro, classifica di SEGRETO datato 2 giugno 1950, reperto numero 77 pagina 137

[5] Minute from Mr. Hall, Ufficio di Gabinetto nel Primo ministro, Autorità franco-tedesca per l’acciaio e il carbone, 11 maggio 1950, reperto numero 13, pagina 24