Il cambio di lessico emerge spontaneamente dal dopo votazioni.

A fronte di un’enfasi esagerata e volutamente pompata su “integrazione” (con chi e per cosa), quindi “sostenibilità” (ma che vuol dire), omosessualità (una malattia della mente con ricadute sul piano comportamentale privato), coppie di culture e razze diverse, senso di colpa per l’Occidente e la sua storia etc..etc.. oggi tutto questo scompare. L’intero carrozzone di parole-concetto declina con il tramonto dell’Unione a trazione ideologica di sinistra.

Non è finita.

L’invadenza della Ue nella vita dei singoli Stati aderenti, va sostituita con una voglia (se gradito) di collaborare; non di più. E’ il fallimento del disegno politico dell’Unione voluta a partire dal trattato di Lisbona del 2007 quando s’impose la politica all’economia.

Ovviamente le parole del Capo dello Stato italiano quando se ne esce con frasi del tipo “l‘Europa lo vuole” trovano il tempo che trovano. Il 50% d’affluenza al voto ha letteralmente ucciso, anzi spazzato via ogni significativo riferimento a qualcosa che è stato letteralmente sopportato: la Ue!

Addirittura gente che se va in giro (la Signora Bonino) nel dichiarare che “serve più Ue” (anche per giustificare una folle politica d’importazione d’immigrati per alterare gli equilibri elettorali) non sono neppure entrati nel “Parlamento della Comunità europea”.

Tutto ciò impone (grida) un cambio anche nel lessico.

Il cambio consiste in un importante ridimensionamento se non scomparsa di più aspetti che sono:

  • vittimizzazione e criminalizzazione dell’Occidente. Non c’è assolutamente alcuna vergogna nell’essere bianchi e Occidentali!
  • il clima? Come da 50mila anni, le condizioni del tempo sono mutevoli giornalmente (si chiama meteo apposta). Su quest’aspetto c’è stata una voluta estremizzazione per mobilitare le persone indipendentemente dal valore del concetto. Il disegno di sinistra è stato dare un’idea (falsa o vera poco importa) in bocca alle persone;
  • ristabilire le differenze tra bianco e nero, cultura e culture, malati e non.

Il tutto è un cambio di lessico quanto concettuale!