Prima Guerra Mondiale: un argomento palloso?

In realtà è proprio negli anni antecedenti quel conflitto che si formano gli argomenti per la crisi di oggi! Il riferimento (e siluro) è verso e contro la globalizzazione. 

Ritornare a studiare gli anni precedenti lo scoppio della Prima Mondiale, significa ricercare la natura degli attuali problemi sociali, personali, intimi e sessuali dell’epoca contemporanea.
Quel 42% di divorzi (45% negli Usa) e il 60% d’abbandoni tra le coppie conviventi ha una spiegazione se studiati alla luce di quelle giuste istanze che sono nate negli anni intorno al Novecento ma poi degenerate fino ad oggi in una totale confusione concettuale. Certamente tutto quello che fu vissuto prima del grande conflitto, fu completamente modificato (stravolto) successivamente. Perchè questo ed è usuale nella storia? No, non lo è. La Prima guerra mondiale ha rappresentato una frattura nella storia preparata per un intero secolo, l’Ottocento ma poi sfuggita di mano a tutti. 

Certamente studiare quegli anni, tenendo d’occhio l’attualità permette di capire di più sopratutto se riferito al tema a me caro e di approfondimento sul quando e perchè è nata o si è confermata la personalità, ovvero la facoltà così preziosa di oggi (specie nel social) di poter affermare: io penso che, io dico che, io…..io……io……

Appunto quell’io esasperato e spesso indispettito come muto e arrogante, collocato nella società globalizzata non riesce più a distinguere tra precarietà lavorativa e quella affettiva. Detto più precisamente: la precarietà lavorativa in epoca globalizzata colpisce anche gli affetti nella coppia rendendoli traballanti ? Come riuscire a riannodare la matassa di un intricato sistema di crisi sociale-politico-indistriale-personale e affettivo?
Ecco che la Prima Guerra mondiale, studiata non solo come evento militare, ma periodo culturale, offre l’intera gamma di “origine della crisi” da cui ripartire per correggere e sistemare l’attuale crisi di solitudine della donna e dell’uomo (detti entrambi uome ) contemporanei.