Cavalcando la crisi negli ultimi 55 anni. Una delle migliori storie d’imprenditoria italiana. Sono fatti che meritano d’essere tramandati nelle generazioni per cercare d’essere migliori.

Cavalcando la crisi. 

Non sappiamo più dove guardare: 26mila imprese artigiane chiuse negli ultimi mesi. 17mila aziende coinvolte tra fallimenti e dismissioni. La piaga degli insoluti e l’eccessiva dipendenza delle banche (sintomo di sottocapitalizzazione). Che disastro!
C’è poi chi misura la differenza tra l’Italia e la Grecia in numero di suicidi. Da noi 25 imprenditori mentre nella penisola ellenica oltre 1.700 disperati. Si tratta di un cattivo confronto. In Italia ci sono 4,4 milioni d’imprese contro le appena 60mila greche.

Non si tratta d’essere capitalisti. I tedeschi hanno 4,3 milioni di aziende. In termini di numero di dipendenti medi per impresa, in Germania ci sono 32 assunti contro i 2,8 italiani. Con questi dati si apre la difficile arte della comparazione. Su tutto va ricordando come il PIL non misura la conflittualità sociale e la qualità di vita. Benvenuti nella vita reale!

55 anni spesi organizzando i prossimi

Cavalcando la crisi. A Trebaseleghe, nord est rispetto a Padova, ci sono diverse imprese tra cui anche la F.lli Rossetto. L’azienda aveva 110 dipendenti nel 2011. Oggi nel 2017 ne ha il doppio. Il fatturato era 11 milioni oggi è a 15 di cui la metà esportato.

La famiglia Rossetto è una grande realtà a cui gli italiani non possono che dire grazie. Grazie per tutta la ricchezza, che hanno saputo diffondere attraverso il lavoro. Se l’Italia non avesse avuto 4 milioni d’imprenditori come i Rossetto, oggi sarebbe al livello di un Afghanistan. Ne consegue che come italiani, non abbiamo più “le pezze al sedere”. E’ saggio ricordarsi di dire grazie a chi ci ha permesso di risollevarci dalle macerie (1945) e crescere sani.

L’azienda svolge un’attività di semilavorato applicato all’arredo per sedie e poltrone.

La F.lli Rossetto è strutturata su:

a) un ampio reparto di carpenteria per la piegatura e lavorazione del ferro. Ci sono anche 8 robot;

b) un’ampia area di falegnameria che sta risorgendo a nuova vita. Questo grazie al ritorno del legno nelle composizioni realizzate;

c) un reparto di schiumatura flessibile, dove vengono prodotti i modelli richiesti dai clienti;

d) un reparto di schiumatura integrale dove sono anche sperimentati i nuovi materiali;

e) altri reparti impegnati nella logistica e movimentazione prodotti;

f) una funzione di perfezionamento e rifinitura degli stampi secondo gli standard del “made in italy”

g) infine la ricerca & sviluppo per sperimentare nuove tecniche di lavorazione, materiali e resistenza. Non a caso la F.lli Rossetto è ricca di brevetti nella lavorazione del poliuretano.

Quando ancora l’Italia utilizzava il legno, questa ditta esordì con il poliuretano. Ecco come si conferma come lo studio sul prodotto è un fattore strategico.

Il cuore di un sistema

La F.lli Rossetto fabbrica sia l’intelaiatura in metallo che tutte le altre parti di un divano. Prodotto che cede al cliente come semilavorato. La struttura in metallo è affogata in un bagno di poliuretano. Successivamente completato con parti in legno. I titolari dell’azienda sono soddisfatti per due aspetti. Non devono lottare sul mercato con un prodotto finito, il che li esporrebbe alla guerra dei prezzi.

Infine ringraziano i genitori per aver introdotto il poliuretano. Successivamente hanno poi sviluppato nuovi materiali giungendo a diversi brevetti.

Intervista

Domanda: Grazie per aver accettato un’intervista in esclusiva alla testata L’Ammonitore. Dal punto di vista della F.lli Rossetto come sta evolvendo il mercato?

Risponde Claudio Rossetto. Unitamente a Davide, Mariarosa, Patrizia e Doriana, Claudio dirige l’azienda in seconda generazione.

Claudio Rossetto: prendiamo atto con viva preoccupazione di quanto accade intorno a noi. La nostra impresa ha in portafoglio ordini sui 2 mesi scarsi. Siamo una media impresa, ovvero di quel segmento d’aziende che soffre meno la crisi. Questo perché siamo capaci di sinergie e in grado d’interfacciarci con l’export. Questi due aspetti ci hanno fatto soffrire di meno.

Ricordo nel 2009 a fronte di cali di fatturato del 50% dei nostri concorrenti, abbiamo tenuto con un -20%. Oggi ci stiamo guardando intorno cavalcando la crisi.