Profitti bancari o addirittura extra-profitti vanno interpretati come debolezza e indebitamento del sistema Paese e aziendale. Si nota una sorta di trionfalismo nelle recenti notizie superficialmente pubblicate da ANSA e il Sole 24Ore sull’argomento, tradendo l’interesse di parte della proprietà anzichè il servizio alla Nazione che sembrerebbe dovrebbero avere in una illusione di correttezza informativa. La realtà è diversa: l’informazione è pilotata ed incompleta; non è una novità, fa solo “male” doverlo nuovamente ammettere.

Vanno spiegati dei concetti che nessuno descrive.

Negli anni Sessanta l’indebitato era considerato un “ubriacone” o figlio del demonio, comunque un soggetto da cui stare lontano.

Nel 1958, due studiosi, Franco Modigliani e Merton Miller, vollero “mettere i puntini sulle i” per cui fu necessario fare una distinzione tra indebitati. Certamente, tra chi ha debiti, c’è l’ubriacone inaffidabile ma, ed è questo il punto cruciale, colui che s’indebita, apre un’attività, assume e paga gli stipendi, quindi crea profitto restituendo il denaro alla banca con annessi interessi, non è più figlio del demonio, ma una Capitano d’industria!

Da quel momento s’invertirono i fattori formandosi una società nuova. Grazie alla leva finanziaria, utilizzando capitale di debito s’è formato quel mondo del benessere che oggi conosciamo.

I profitti bancari quando sono realizzati in un corretto equilibrio tra capitale proprio e di terzi (almeno il 50% se non meno, ovvero tanto è il denaro dell’imprenditore ed altrettanto da terzi) indicano la giusta remunerazione al rischio d’impresa creditizia. Oggi così non è. La stessa scomparsa della cambiale, come mezzo di pagamento utilizzato dai privati, (le imprese non hanno di questi problemi usandole liberamente) segnala quella nebbia che le banche hanno elevato per indurre tutti a servirsi delle sole banche.

La stessa criminalizzazione del contante è un atto pensato a favore delle banche!

Da chiedersi, perchè un Governo guidato da uno non eletto da nessuno, il Mario Draghi, ha così favorito il sistema creditizio criminalizzando il contante?

Il “successo” delle banche tra commissioni sui pagamenti dirottati dal contante alle carte di credito (da cui gli extra-profitti) induce tristezza nella Nazione.

Non solo, ma la fragilità del sistema d’impresa, troppo esposto nell’indebitamento, lascia pensare alla terza grande depressione. La prime due grandi crisi economiche dell’era moderna furono per eccesso di produzione (1874-1929) la terza, che stiamo attendendo, per eccesso di debito.

Entrambe la grandi crisi iniziarono con fallimenti bancari.

Concludendo, i profitti bancari? no grazie se eccessivi.

lira

La lira


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