La via Meloni ai dazi statunitensi, applicati al resto del mondo, merita un approfondimento. E’ stato appena pubblicato lo studio dal titolo https://www.giovannicarlini.com/la-soluzione-italiana-ai-dazi-la-via-meloni-prof-carlini/
che ha scatenato un mare di quesiti e interesse per cui qui, ulteriori passaggi.
E’ probabile che la chiave di lettura per togliere il detonatore alla bomba dazi, sia il numero di disoccupati americani che vengono assunti da imprese estere che si localizzano nel territorio degli Stati Uniti.
Il concetto che ha portato ai dazi è sempre lo stesso: gli americani devono consumare i prodotti e beni che sanno produrre. Forse, non si sa, potrebbe anche essere, ma non è detto, che a disoccupazione zero negli Usa, gli americani potrebbero anche importare qualcosa dall’estero, ma su quest’aspetto è meglio non avventurarsi.
Se quanto appena affermato dovesse comportare la chiusura del mercato internazionale e della stessa economia internazionale, il problema non si pone, si chiuda tutta se necessario. Il nuovo attore è il numero di posti di lavoro attivi. La disoccupazione autorizza la chiusura del mercato internazionale. Quest’aspetto non fu per nulla considerato da chi, incautamente, lanciò la globalizzazione con annessa delocalizzazione e importazione d’immigrazione. Chi oggi è sul banco degli imputati, per aver mancato alle promesse di progresso e sviluppo per l’Occidente, è la globalizzazione. Un evento, a dir la verità, già concluso con la crisi pandemica da polmonite cinese del 2020 e con l’attacco russo all’Ucraina del febbraio 2022.
Tornando al tema di fondo, l’abbattimento dei dazi americani si confronta con il numero d’assunzioni che la Nazione sotto dazio sa offrire agli Stati Uniti in rapporto al proprio PIL.
Gli svizzeri, ad esempio, che hanno il triplo di PIL pro capite rispetto agli italiani, possono pensare di non avere dazi americani se sanno offrire il triplo dei posti di lavoro che l’Italia mette sul piatto nella trattativa con gli Usa. A seguire i tedeschi e francesi. In questo modo la via Meloni ha chiuso l’Unione europea riportando le trattative a due Pesi rispetto al passato caratterizzato da oceaniche assemblee senza sintesi reali.
Grazie quotidiano The New York Times per grafiche così esplicative e dirette!
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