11 sept cosa accade dopo. Oltre alla descrizione celebrativa del fatto, di cui la stampa e televisione sono pieni sia qui negli Stati Uniti, sia nel resto dell’Occidente, la domanda adesso è diversa: cos’è cambiato

Introduzione: Nella storia esiste sempre un evento che divide il normale e abitudinario modello di comportamento tra un prima e dopo. L’11 settembre rappresenta uno di questi e non è neppure il più recente in quanto verificatosi un quarto di secolo fa.

Gli attacchi su suolo americano sono stati solo due in tutto l’arco storico: 7 dicembre 1941 a Pearl Harbour e l’11 settembre 2001 a New York. Un evento di questo tipo è capace di scatenare una reazione, nel popolo americano, di livelli non comparabili con le corrispondenti culture occidentali.

Inglesi, francesi, tedeschi hanno reagito portando il mondo a ben due conflitti mondiali nei quali gli americani sono successivamente entrati.

Certamente la politica occidentale non americana (compreso il Canada) ha dei tempi di reazione molto più lenti rispetto a quella americana.

Probabilmente questa lentezza o maggiore meditazione prima d’agire in politica è dovuta alla forma parlamentare presidenziale statunitense rispetto a quelle applicate nel resto dell’Occidente.

La pronta reazione americana sia di Roosevelt (1941) sia di Busch jr. portò ad un conflitto ancora oggi, in queste ore attivo con un filone iraniano. I diversi filoni di guerra, afghano, in Oman, nel Medio Oriente confermano l’identificazione in un nemico islamico-fondamentalista.

La domanda da porsi ora è il perchè di questo conflitto tra culture.

Certamente l’attacco è portato dal mondo arabo all’Occidente e in particolar modo contro gli Stati Uniti d’America e non il contrario. Vuol dire che le ragioni culturali e profonde del conflitto non vanno cercate in chi reagisce e si difende, ma in chi attacca. Probabilmente l’attaccante ha suoi problemi interni da risolvere che cerca d’allentare portando lo scontro dal suo ambito socio-politico a quello internazionale.

Tornando al tema di base: cos’è cambiato tra un “prima” e un “dopo” rispetto all’11 settembre? I civili erano coinvolti negli scontri armati sia prima (vedi conflitti mondiali) sia oggi in forma di terrorismo quindi cos’è mutato?

Anche il sostegno alla lotta e guerra, fu elevato e convinto da parte della Nazione nei due conflitti mondiali e oggi (per quanto sul tema l’odierna pubblicistica è combattuta più per questioni politiche che di reale statistica). C’è un bisogno tutto politico, in epoca contemporanea a ridimensionare-ridurre la partecipazione del popolo ai conflitti che è chiamato a subire e sostenere!

Questa falsità ideologica si riscontra, attualmente, sia in Israele, sia in Ucraina dove il sostegno alla guerra è convinto e diffuso.

Al contrario è gioco politico quello d’affermare, attraverso gli organi d’informazione, un’immagine non reale del comportamento collettivo.

Perchè nell’era post-11 settembre si deve vivere con delle immagini, idee di quello che “dovrebbe” essere, ma che tale non è?

Ecco, la finzione è un passaggio nuovo nel panorama politico e sociale occidentale. Un evento già vissuto sotto le dittature comunista-fascista-nazista-franchista ed ora in era post-globalizzata.

Ammesso che l’Occidente sia l’unica delle 9 culture del Pianeta non affetta da alcuna dittatura perchè, attraverso il cellulare, internet e il web in generale, si devono imporre dei modelli comportamentali che non sono reali? la finzione, applicata agli stili di consumo è uno dei tratti caratterizzati il post 11 settembre. Fingere! In Italia il “pro-Pal” è una finzione!

Ci sono dei puri e semplici schemi consumistici, riconducibili al marketing mischiati alla politica. Ad esempio, nella cinematografia è ossessivo l’uso di coppie tra culture diverse, in particolare una donna occidentale e un uomo di colore. Perchè questa volontà d’imporre qualcosa che non è naturale?

L’ipotesi di coppie trans-culturali è un’ossessione pubblicitaria con risvolti politici tesa all’accettazione dell’imposizione migratoria in atto. Perchè ricercare una sostituzione forzata d’elettorato nei paesi Occidentali?

Una parziale risposta alla domanda riguarda il declino demografico occidentale, ma anche in questo caso la risposta è solo parzialmente reale. Negli Usa è frequente la famiglia tra persone dello stesso ceppo culturale con 4-5-6 figli. Ecco che il declino demografico non percepito negli Usa ma reale in Europa è più riconducibile all’imposizione di un comportamento femminile imposto dalla pubblicità che oggettivo. La stessa pubblicità non ricorda al genere femminile l’acuto rischio di una prole mal formata nella gestazione se il parto avviene dopo i 35 anni d’età. 

Ecco che il filo conduttore del post 11 settembre porta definitivamente un marchio: la finzione.

Si finge d’essere ricchi ed invece l’indebitamento sia italiano (al 270%) sia americano (al 300%) è notevole. Almeno il debito americano è nel fare mentre in quello italiano nel pagare (pensioni-sanità-scuola quindi spese non produttive di ricchezza ma di solo benessere elettorale).

Conclusioni: Il mondo post 11 settembre è un mondo che non sa distinguere tra reale e finto.


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