Il prigioniero da Parkinson rappresenta un filone di studio molto famoso da cui questo sito di studi e riflessioni è partito; sostanzialmente l’origine del tutto che poi negli anni ha proseguito anche su altri percorsi riflessivi.

Non essendo stato finanziato il progetto, “Il prigioniero da Parkinson, The Prisoners of Parkinson”, comunque la ricerca è proseguita seppur a rilento. Il motivo per cui non pervennero fondi al progetto coglie diversi aspetti che sono:

  • il malato vuole essere compatito. Andare a dire a un malato, “alzati e cammina, datti da fare, reagisci perchè sei tu il primo medico di te stesso, la cura inizia da te”, è qualcosa che potrà anche piacere ai parenti degli ammalati, ma non certamente al paziente!
  • la militarizzazione della risposta alla malattia, che indica uno dei passaggi della teoria, con malati che vogliono essere compatiti anziché riscattarsi non è attuabile. Attenzione però che con malati da compatire e senza militarizzazione di risposta, il “padrone” della cura resta il medico anziché una collaborazione e cogestione paziente-sanitario;
  • nell’ambito della risposta alla malattia, preso atto degli scompensi sessuali che sono generati dai farmaci nei pazienti, è stato scoperto come l’aspetto fisico e sessuale calmi il sistema nervoso impazzito per effetto della malattia. Però questo passaggio sessuale-erotico-curativo potrà anche essere espresso a mezza bocca e in separata sede, ma non accademicamente enunciato perchè estraneo alla morale. Quindi la pratica di nudismo e sesso nella coppia non è recepito dal cittadino comune;
  • c’è un altro passaggio della Teoria che non piace; l‘uso del sistema nervoso nella parte d’esistenza che non è stato soggetto a malattia. Si ritiene che in linea di massima un eccessivo impiego del “nervosismo” come metodo e sistema nell’affrontare i problemi della vita e del lavoro, logori il sistema stesso favorendolo all’insorgenza delle malattie dei nervi: Parkinson e Alzeihmer.

Quanto elencato è oggetto di studio, ma non piace. Può la Teoria procedere pur riscontrando il non gradimento del paziente? E’ dura!

Probabilmente la Teoria procede nella ricerca.

Si resta a disposizione per approfondimenti puntando ad una qualità di vita migliore per i “prigionieri”.

Si rammenta che il concetto di “prigionia” deriva da una mente sana in un corpo che non risponde più ai nostri voleri.


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