Sindacalismo critico; che vuol dire? Studiando Renzo De Felice, uno dei più autorevoli ( e purtroppo fazioso quanto orientato politicamente) analisti del Fascismo, spunta il SINDACALISMO FASCISTA. Concetto descritto nelle prime 300 pagine delle 740 del volume “Mussolini il Fascista. La conquista del potere. 1921-1925″. 

Francamente prima dello studio sul Fascismo, non credevo esistesse un concetto riconducibile al “sindacalismo fascista” ma, analizzando i passaggi storici non c’è scampo all’ignoranza.

La parte complessa non è stata tanto nel prendere atto della realtà storica, ma il capire la differenza tra il sindacalismo fascista e quello social-comunista o cattolico.

A pagina 251, De Felice scrive: “Alla base, il sindacalismo fascista non aveva che un obiettivo: staccare i lavoratori dalle loro organizzazioni tradizionali ed assorbirli nelle proprie, con tutti i mezzi, dalla violenza all’accordo (…). Le organizzazioni padronali, in certe zone agricole tendevano a trattare solo con i fascisti che assicuravano loro i concordati più favorevoli. Così facendo il sindacalismo fascista otteneva due risultati:

a) indeboliva gli altri partiti che traevano buona parte della loro forza dalle organizzazioni dei lavoratori;

b) cattivava al fascismo nuove simpatie tra la borghesia agraria. 

Come riferiva a Roma la Prefettura di Cremona il 4 marzo 1922, “come il bastone fascista fosse sufficiente (…) per tornare all’antica contrattazione singola da agricoltore a lavoratore”

Grazie a De Felice, purtroppo dopo centinaia di pagine scritte sull’argomento, s’inizia a capire che:

  • il sindacalismo rientra nell’azione dei partiti per ottenere voti e consenso. Prima di questa riflessione non era del tutto chiaro ed adesso emerge come la CGIL, ad esempio, sia semplicemente comunista e nulla di più;
  • fatto più grave è come siano oggi imposti SALARI UGUALI PER TUTTI. E’ veramente saggio e corretto che il sistema economico debba pagare una retribuzione uguale per tutti, avulsa dalla capacità e produttività del dipendente? Addirittura questo livellamento della paga è ritenuto un fatto tutelato dalla legge e quindi dallo Stato.

Con tali considerazioni il sindacalismo perde quota nella considerazione sociale e concettuale. Probabilmente si tratta di qualcosa non più in linea con la società moderna.

L’immagine di copertina indica come il Fascismo non sia affatto un evento limitato al periodo 1922-1943 ed all’Italia.


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