Corte suprema degli Stati Uniti sui dazi applicati dalla corrente amministrazione: precisazioni. La stampa ed i commentatori occidentali, in forma pregiudiziale, si sono lanciati contro l’attuale Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, in esito alla nota sentenza della Suprema corte avversa all’applicazione dei dazi nelle importazioni di prodotti, merci e servizi stranieri nel territorio americano. Tale atteggiamento, squisitamente europeo e di matrice “democratica” quindi del partito avverso al Presidente, non hanno volutamente tenuto conto di un aspetto fondamentale.
La Corte non ha bocciato il concetto di dazio, ma la procedura adottata nell’applicarlo.
Mi spiego.
Il Presidente ha applicato i dazi con un decreto attuativo immediatamente esecutivo; ed è tale procedura che la Suprema corte contesta, non l’atto politico del dazio che esula dalla sua competenza.
In luogo del decreto attuativo, spiega la Corte, il Presidente avrebbe dovuto anche interessare il Congresso per ottenerne l’avvallo.
In assenza della procedura corretta, la Corte ha bocciato i provvedimenti adottati. Da questa presa di posizione, squisitamente procedurale, non si capisce come sia possibile e dove sia indicato il rimborso ai Paesi ed esportatori che hanno già pagato il dazio.
Da queste brevi note emerge un problema di fondo. Molte persone ed istituzioni, troppe a dir la verità, si lasciano trascinare da giudizi e pregiudizi verso una certa persona o situazione anzichè ragionare. Probabilmente quest’atteggiamento è molto immaturo e segno di una crescete incapacità nel gestire le vicende. Su questo tracciato si nota il fallimento dell’Unione europea a cui segue quello dell’ONU. Perchè abbiamo un numero rilevante di persone che non usano il pensiero preferendo le emozioni?
Comunque sia l’asse del rapporto tutto Occidentale, Europa (non la sola Ue ma l’intero continente) e Nord America resta inalterato. Questo indipendentemente che i governanti del momento possano capire o meno. Il politico non è stato votato per dividere ma per trovare strategie di collaborazione, in caso contrario rimetta il mandato.
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