Rompere il sistema speculativo sul prezzo delle fonti energetiche parte da un dato di fatto:
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chi estrae greggio in Texas, ad esempio, ha un costo di produzione pari a 41 dollari al barile e lo vendeva a 60 fino a qualche settimana fa;
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oggi, chi estrae petrolio dal Texas ha sempre 41 dollari al barile di costo di produzione, ma lo vende a 100 dollari. Perchè avviene questo? per speculazione! Il prezzo di 100 è “imposto” dal mercato per cui tutti, e per tutti, s’intendono tutti coloro che estraggono, vendono a un prezzo più elevato, indipendentemente dagli effettivi costi d’estrazione!
Questo meccanismo va rotto annullando l’effetto speculativo che grava sul gas e petrolio. Chi deve ristabilire la libertà di contrattazione nel settore? Il Presidente degli Stati Uniti d’America!
In realtà potrebbero agire anche altri agenti politici (non a livello economico perchè non ne sono interessati e capaci), questo è il tipico caso dove si conferma quanto la politica sia d’indirizzo all’economia. E’ un pensiero di sinistra quello di credere che sia l’economia a stabilire le regole del mondo e della nostra vita quotidiana. In realtà è valido il perfetto contrario: la politica stabilisce i limiti all’economia come gli argini per un fiume che altrimenti esonererebbe.
Il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, s’è sempre dichiarato NON comunista quindi è solo a lui che tale richiesta è rivolta. L’Unione europea (quella che si fa chiamare “Europa” ma tale non è raggruppando 27 Nazioni su 45 Stati) rappresenta un vuoto politico di sinistra guidato da traditori democristiani e sia la Cina con capitale Pechino sia la Russia, sono comunisti quindi incapaci di recepire questo livello di pensiero.
Restano solo gli Stati Uniti d’America.
Concludendo:
- rompere il monopolio del prezzo del greggio;
- rompere il pregiudizio che sia l’economia a guidare le Nazioni e la Storia.
Siamo in attesa di questo passo verso la Civiltà.
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