Grazie Stati Uniti per l’attacco all’Iran fondamentalista e il supporto alla civiltà che ne deriva.
In un mondo concentrato solo sull’economia, che non ha capito quanto sia la politica a governare anzichè i meri aspetti economici che semplicemente ne derivano, stiamo vivendo nella passività. Per non parlare dell’Unione europea che vive all’interno dell’Europa senza rappresentarla (45 Nazioni costituiscono l’Europa e 27 l’Unione) incapace di una reazione, vittima di se stessa, trincerata dietro “il diritto internazionale” che la rende così impotente. Quelli dell’Unione hanno inventato il diritto comunitario e l’internazionale per giustificare il non fare. Non solo, pur di non prendere alcuna decisione di fronte alle minacce, sempre l’Unione, si schema dietro l’ONU, altro organismo completamente in crisi sulla cui sopravvivenza ci sono molto dubbi (come del resto sull’Unione).
In un mondo che parla ma non agisce, grazie a Dio, in Occidente, ci sono gli Stati Uniti d’America.
Francamente che l’amministrazione sia del Presidente Donald Trump o di Kennedy (un democratico), gli Stati Uniti si confermano come una Nazione che agisce!
Si spera che in tale azione, dopo il Venezuela, oggi l’Iran, domani Cuba (forse nel corso dell’estate di quest’anno), ci sia anche una protezione per l’isola di Formosa-Taiwan a favore della Cina nazionalista contro quella comunista con capitale Pechino.
Grazie Stati Uniti per il ruolo che questa democrazia ha saputo assumere in un mondo incapace di decidere. In realtà non è che l’Unione non sappia-voglia decidere se difendersi o meno, è che quella parte d’Europa unita nella comunità, è troppo concentrata sul benessere. La comunità europea pensa solo al benessere tagliando sulla spesa militare e sicurezza. Questa è la scelta della comunità europea!
Gli americani, al contrario, sono più ricchi perchè cercando il benessere investono nella difesa.
Ecco il punto. Grazie Stati Uniti perchè ci stanno insegnando che il benessere non si raggiunge tagliando la spesa militare. Si tratta, quest’ultimo, di un concetto troppo complicato per gli europei. 
Si ringrazia la testata “The New York Times” per le splendide immagini che completano questa riflessione.
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