Dazi Usa, aspetto esaminato oggi a lezione di Macroeconomia. Ovviamente la mia allieva preferita (proveniente dall’Europa, quella parte che si ritrova al momento nell’Unione europea, quindi non è svizzera o albanese) chiede, nel contesto della lezione, un commento sui dazi applicati dal Governo degli Stati Uniti disposti oggi in ragione del 30% e in vigore del prossimo 1° agosto 2025.
Ai fini della lezione, la riflessione non si limita al valore del dazio, che può essere il 30 come il 120%; non è questo il punto! Al contrario ragioniamo sul perchè dei dazi: alzare l’occupazione negli Stati Uniti. E qui la riflessione, in dottrina, si sposta dal dazio nudo e crudo al maggior gettito fiscale nel bilancio USA che va tradotto in un incremento di posti di lavoro. Ecco il vero punto di riflessione.
Applicati i dazi quanti disoccupati in meno potremo contare nell’economia statunitense?
Per far questo servono 2 parametri:
a) il tempo affinché la statistica possa rilevare gli atti che si susseguono nell’economia reale;
b) applicare le formule di Arthur Melvin Okun, economista statunitense, 1928-1980 e la sua formulazione nota come “legge di Okun” (proposta nel 1962 in correzione e ampliamento dei ragionamenti già espressi nel 1958 da Alban William Phillips (1914-1975), economista dalla Nuova Zelanda che ha pubblicato a Londra la stretta relazione tra inflazione e disoccupazione potenziale. I dati di Phillips furono formulati in base a quanto rilavato in Gran Bretagna tra il 1861 e il 1957.
Okun c’insegna che indicativamente, una crescita del PIL (prodotto interno lordo pro-capite) dell’1% produce (potrebbe) due effetti:
1 – un aumento del tasso d’occupazione dello 0,6% (valori validi per l’economia USA, da verificare nei restanti Paesi) Si rammenta altresì che tale tasso è calcolato come: occupati/popolazione in età lavorativa, dato che comprende anche i lavoratori scoraggiati;
2 – una riduzione del tasso di disoccupazione dello 0,4% (anche in questo caso il dato è riferito all’economia statunitense). La formula in questo caso è  disoccupati/forza lavoro, un’informazione che potrebbe essere meno attendibile rispetto al tasso d’occupazione.
Si rammenta che negli Usa i disoccupati sono al momento 7 milioni.
Si ringrazia la testata del quotidiano americano: The New York Times per la meravigliosa, avvincente e chiarissima grafica qui indicata come copertina al presente studio, indicata a titolo d’esempio di sintesi cui far tesoro nelle ricerche ed analisi.
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