Moneta finta, che vuol dire?

E’ finta quella carta moneta che seppur stampata regolarmente dalla zecca di Stato (sotto controllo Bce) non corrisponde a pari quantità di beni e servizi prodotti e venduti. Il riferimento riguarda il cosiddetto QE, Quantitative easing, operato dalla Bce dal 2015, imitando gli americani della Fed.

Per comprendere gli estremi del problema, concettualmente dobbiamo avere, nel sistema economico, tanta moneta quanti sono i beni acquistabili. Non è mai esattamente così, le parità oscillano, ma in linea di massima, un equilibrio di questo tipo assicura la crescita economica. Compresa l’ovvia relazione che ci dev’essere tra moneta e beni, ogni variante che altera l’equilibrio ha effetti che possono essere inflativi o deflativi.

In particolare sono inflativi tutti quei passaggi che producono più liquidità del richiesto al mercato; al contrario si chiamano deflativi.

Qualcuno potrebbe affermare che questi sono concetti scolastici che applicano gli studentelli all’Università. E’ vero ma glieli abbiamo insegnati noi. Non solo, li abbiamo anche scritti sui sacri testi di macroeconomia.

Il problema che deriva dal concentrare nella Banca Centrale una massa imponente di titoli di Stato per diminuire l’indebitamento pubblico (almeno nella facciata) espone la Nazione a rischi maggiori rispetto al semplice fallimento dello Stato per eccesso d’indebitamento sul PIL.

La concentrazione dei debiti dello Stato nella Banca Centrale comporta (forse) la distruzione delle riserve. Una manovra di questo tipo indebolisce la posizione dell’autorità monetaria centrale nella sua azione sul mercato. In realtà non è solo quest’aspetto che, seppur rilevante, resta secondario.

La coesistenza tra moneta reale e quella finta, stampata ed emessa, quest’ultima per azioni di QE, quindi senza collegamento al reale, la conclama “malata” nei germi dell’inflazione. Una relazione di questo tipo ipoteca il futuro della Nazione. Unendo moneta finta con reale, non possiamo più capire quale sia l’effettiva.

Il monetarista risponderebbe che non è importante riconoscere la moneta finta da quella vera, perchè è sufficiente la fiducia nello Stato e nella Banca Centrale.

Ecco il punto: abbiamo fiducia in un Governo che inventa soluzioni al debito pubblico anzichè intervenire per gestirlo e ridurlo?