Crisi del diritto internazionale. Si tratta d’una sensibilità sorta in occasione del processo per crimini di guerra celebrato a Norimberga contro i gerarchi nazisti tra il novembre del 1945 all’ottobre del 1946. Il concetto è “semplice”: stabilire che gli esseri umani godano di diritti inviolabili in ogni angolo del pianeta Terra, indipendentemente dal Governo o da chi occupi la Nazione.
Su questi principi s’è consolidata l’Organizzazione mondiale delle Nazioni Unite.
Oggi questo diritto è stato piegato alla polemica politica portando in crisi la stessa esistenza dell’ONU.
Affermare che il diritto internazionale è stato violato dalla polemica politica, vuol dire che togliere un criminale e dittatore dal Venezuela e un ricchissimo capo religioso dal potere, lo si considera forzatamente un’azione contraria al diritto internazionale.
La stessa azione militare condotta contro il Venezuela e in atto contro l’Iran (definibili Stati “canaglia”) sarebbe dovuta passare attraverso l’ONU, ma la storia conferma che tale procedura è lunga e incerta basandosi su voti avversi e ideologicamente pilotati.
Ne consegue che quelle Nazioni legate al blocco comunista (Cina) e nazionalista (Russia) avrebbero votato contro l’intervento a favore delle popolazioni iraniane e venezuelane.
La crisi del diritto internazionale e quindi dell’ONU è tutta qui; un diritto concettualmente ineccepibile, viene piegato alla polemica politica del momento.
La crisi dell’Organizzazione delle Nazioni Uniti, la cui esistenza è in forte dubbio, non emerge solo dalla presenza di Nazioni che votano per blocco d’appartenenza anziché per diritto e concetti. Tale crisi dell’ONU si fonda principalmente sulla presenza della Russia nel Consiglio di Sicurezza, ovvero di un paese aggressore verso l’Ucraina.
Mentre gli attacchi al Venezuela e all’Iran poggiano su basi di benessere collettivo e così prossimamente verso la dittatura cubana, quello russo all’Ucraina non rispetta alcuna condizione di miglioramento della condizione umana del popolo ucraino.
Peggio ancora se si dovesse analizzare il caso della Cina comunista (quella con capitale Pechino) se dovesse attaccare la Cina nazionalista che si trova nell’isola di Formosa-Taiwan. Eppure sia la Cina comunista sia la Russia si trovano nel Consiglio di sicurezza dell’ONU, il massimo vertice dell’Organizzazione.
In tutto ciò si nota la crisi e prossima conclusione dell’esperienza dell’Organizzazione delle Nazioni unite come già fu in Svizzera per la Società delle Nazioni il 18 aprile del 1946.
Conclusioni: il diritto non è da piegare ai bisogni contingenti della politica altrimenti scompare senza lasciarne traccia; un messaggio che vale anche in Italia in occasione di un referendum sulla giustizia.
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