Commozione, ho dovuto più volte asciugarmi gli occhi leggendo del sontuoso e regale funerale celebrato a Winston Churchill il 30 gennaio 1965. Ho concluso le 1.276 pagine della biografia di Churchill scritte da Andrew Roberts. Con questo testo monumentale si concludono le 5mila pagine di studio dell’estate 2025 tra questo e altri tomi e s’apre la stagione autunnale con il primo dei libri in programma, Keith Lowe “Il continente selvaggio“.
Quando a giugno ho iniziato lo studio biografico su Churchill ne subivo il fascino e il mito, poi però, leggendo pagina dopo pagina l’ho detestato. E’ accaduta una totale trasformazione in me nello studio del personaggio: dalle stelle (da ignorante) alle stalle (ormai molto documentato).
Volendo elencare i difetti del primo ministro Winston Churchill non è sufficiente un foglio di carta e più volte mi sono cimentato nel trovare le parole di sintesi che lo inchiodassero come essere spregevole e insopportabile. Poi però, cercando i pregi ne emerge uno solo, probabilmente il più importante di tutto tale da sovrastare i troppi punti oscuri: ha dato coraggio alla lotta di un popolo. Tutto qui e solo questo. Winston Churchill non va ricordato per il premio Nobel che ha ricevuto per i suoi circa 40 libri scritti e pubblicati (nulla di storico, solo una monotona esaltazione del suo ruolo nella Storia e dei suoi avi). Churchill non può essere ricordato per nessun altro motivo, tra l’altro, semi-ubriaco cronico, pasteggiava a champagne ed ostriche gestendo le ore più buie della storia dell’Inghilterra.
L’unico merito di questo soggetto è l’essersi imputato contro Hitler anni prima rispetto allo scoppio della guerra sbeffeggiando i pacifisti chiedendo il riarmo. All’atto dello scoppio della guerra a chi rivolgersi in termini politici se non all’unico personaggio che aveva previsto cosa sarebbe accaduto?
I pacifisti, completamente screditati, alla guerra e in forma sterile, insistettero per “la pace”, ma Hitler non gli diede alcun conforto preferendo lo scontro armato (e questo fu uno dei primi errori della Germania).
Ora leggendo del funerale di Churchill dopo averlo così intimamente detestato e criticato è come si chiudesse una parte di me, ben 3 mesi di studi, mille e trecento pagine d’analisi e c’è commozione. Commozione per la fine dell’Impero britannico. Commozione per il termine di un’era storica del mondo intero. Addio Winston Churchill, addio GRAN Bretagna.
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