Se l’università cessa la sua funzione formativa per perdersi dietro e dentro i meandri dell’ideologia del momento e della politica, va semplicemente chiusa perchè ha terminato la sua missione. D’ambiti politici e di parte ce ne sono così tanti d’essere troppi, non serve ci si metta anche l’università.
Questo è il messaggio che proviene dalla nuova amministrazione americana ed è un segnale positivo teso a riportare l’istituto universitario fuori dalla devianza che oggi l’attanaglia. Giungono voci da studenti, di docenti che nel bel mezzo della lezione di relazioni internazionali se ne escono, ad un certo punto dal tema della lezione, per spiegare la loro omosessualità. Soggetti di questo tipo vanno allontanati dall’insegnamento e la cattedra riassegnata!
Oltre a casi così al limite sotto tutti i punti di vista, la normalità dei docenti è di non risponde alle email degli studenti su argomenti pertinenti alla materia. E’ vero che c’è l’orario di ricevimento, ma la netta sensazione è che il docente NON sia affatto al servizio degli studenti utilizzando la cattedra come trampolino di lancio per la propria carriera, spesso oltre l’istituto accademico.
Possiamo tollerare un’università ridotta in questo stato? E’ tempo che la politica compia un passo indietro per ritirarsi nei suoi ambiti lasciando magistrati e docenti nel loro compito d’istituto.
Se l’università non è capace di purgarsi da queste devianze, va semplicemente chiusa stroncandone i finanziamenti perchè non meritati. Il ragionamento non appare per nulla strano se non a chi ideologicamente tarato sulla conflittualità sistematica (solitamente quelli di sinistra).
Per tornare alla purezza dell’insegnamento è necessario procedere a licenziamenti di massa in quanto l’attuale corpo docente ha smesso d’essere fertile. Riconvertire alla missione dell’insegnamento l’attuale corpo docenti richiede troppo tempo e denaro per cui è corretto chiudere i contratti in essere, procedere con i licenziamenti e pensionamenti anticipati. La ferita se non curata porta cancrena.
Scopri di più da Giovanni Carlini
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