La frammentazione nella gestione del potere è la grande sorpresa che s’incontra approfondendo gli studi in un’analisi comparata tra la Germania e l’Italia degli anni Trenta del Novecento. In linea di massima, considerando dittature sia il nazismo sia il fascismo (allo stesso livello di comunismo e franchismo) s’immagina un potere compatto intorno a delle idee guida. Su questa via si pensa all’antisemitismo per la Germania e il nazionalismo in Italia. In linea di massima quest’idea iniziale è corretta. Si precisa che per scrivere queste note (appunti di studio) è stato necessario passare attraverso diversi testi che sono:
- Renzo De Felice: autore di 8 libri come biografia al Duce;
- Emilio Gentile: diversi testi di cui in particolare, Le origini dell’ideologia fascista, 1918-1925;
- George L. Mosse: diversi testi in particolare Le origini culturali del Terzo Reich;
- diversi autori: I volti del potere;
- Alexander J. De Grand: L’Italia fascista e la Germania nazista.
- tutto è partito dal testo di Alessandro Barbero, Caporetto, dove l’autore scrive senza spiegare per cui restano dei punti interrogativi che hanno generato tale studio.
- Le copertine d’alcuni libri qui citati sono allegati allo studio qui presentato.
Confortato da questi autori e studi, emerge ora con chiarezza quanto è definibile come FRAMMENTAZIONE del potere.
Un esempio per capire.
Da pagina 116 del testo di De Grand. Galeazzo Ciano, genero di Mussolini, tornando da una visita condotta in Germania restò impressionato dal sistema di propaganda applicato da Josef Goebbles che volle applicare in Italia quindi fondò il “sottosegretariato per la stampa e propaganda”. Si trattò di un ufficio capace d’estendere le mansioni già affidategli dal 1933 dirigendo l’Ufficio stampa. Il tutto diventerà, nel 1935, Ministero della cultura popolare detto Minculpop. Fin qui nulla di particolare, tranne che l’istituzione di queste “autorità” non seppero porre un freno o far tacere o coordinarsi con ben altre 4 realtà cultura concorrenti e contemporanee che furono:
a) il Ministero dell’educazione nazionale creato in Italia nel 1937 dal concorrente di Ciano, Giuseppe Bottai altro gerarca del Regime;
b) la Chiesa cattolica che in quel periodo preparò i quadri della futura Democrazia Cristiana;
c) la cultura liberale, protetta e rilanciata sia dal filosofo Benedetto Croce come dall’economista Luigi Einaudi e suo figlio Giulio;
e) il gerarca Roberto Farinacci agendo nella sua competenza provinciale favorendo l’arte e la cultura gradita ai tedeschi.
Quattro organismi insistenti sullo stesso tema, in questo caso la cultura, creano non solo concorrenza, ma confusione e quanto indicato per l’Italia si replica in altri campi in Germania. A questo punto la domanda cruciale: la frammentazione del potere dello Stato quanto ha inciso nella sconfitta italo-tedesca?
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