Mark Thompson ha scritto diversi libri tra cui “La guerra bianca”, un testo da 495 pagine. Il libro non piace, ma non per questo non va letto; non si possono leggere solo libri che piacciono!
Il Mark Thompson è un inglese, traduttore d’alcuni scrittori italiani per il pubblico britannico, di professione giornalista, accusato pubblicamente d’essere troppo di sinistra. A saperlo prima, non si sarebbe neppure comprato il testo, ma ormai il tomo è in biblioteca e va letto per forza di cose, anche se la tentazione d’usarlo come carta straccia per accendere la stufa e grande, molto grande.
Il piacere di dare fuoco al libro del Mark Thompson deriva dai suoi grossolani errori e dal gusto macabro di dissacrare e volutamente offendere il sacrificio dei soldati italiani nel primo conflitto mondiale.
Partiamo dagli errori commessi:
A pagina 25, giustamente, l’autore rammenta che il Primo conflitto si può definire “la Quarta guerra d’indipendenza” al fine di liberare Trento e Trieste.
Nelle pagine successive, il Mark Thompson dichiara che il nostro Paese è stato l’unico tra gli Alleati, nel primo conflitto, ad essere attaccante in termini espansivi mentre tutti gli altri si sono difesi.
E’ palese la contraddizione dello scrittore dove prima spiega un concetto e poi lo modifica. L’Italia del 1915 volle completare il Risorgimento. Nessun inglese è in grado di spiegare il contrario, ma non è finita!
Lo stesso “scrittore” si stupisce come in una dozzina di casi gli austriaci abbiamo smesso di sparare per permettere agli italiani di ritirarsi, eventi molto rari nei restanti fronti. La spiegazione non si limita ad un senso di pietà (anche) ma alla composizione etnica dell’esercito austroungarico composto da 11 diverse nazionalità rispetto quello tedesco. Con molte razze ed identità diverse, è facile che tra il nemico ci fosse una certa familiarità con gli italiani, attestata dal grande numero di traditori austriaci che hanno chiesto riparo agli italiani.
Ancora, l’inglese che scrive di storia italiana, si scandalizza per l’ostilità italiana verso i nostri prigionieri di guerra. Una rigidità che ha portato a un numero elevato di morti per carenza di cibo nei campi di prigionia austriaci. A parte il fatto che chi ha i prigionieri li sfama, ma c’è un altro aspetto. Leggendo un altro libro che non convince: “Caporetto” del Barbero, non convince perchè narra senza spiegare, è apertamente descritto come un numero elevato di soldati italiani si lasciano catturare o andarono incontro al nemico per farsi fare prigionieri. Un atto che chiamarlo viltà è poco.
Concludendo, chi è di sinistra, come il britannico, non è capace di capire e descrivere il sacrificio di un popolo.
Un’altra delle tante accuse che il Mark Thompson lancia nel suo “libro” è che si sia scelto d’entrare in guerra per forgiare una Nazione. E’ vero, fu voluta la guerra (non da tutti) anche per questo motivo e quindi?
Il libro del Thompson è ottimo per accendere la stufa strappandone una pagina per volta!
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