Erwin Rommel, il generale tedesco protagonista del secondo conflitto mondiale, fu tenente nella Prima guerra. Nel ruolo di comandante di compagnia, Rommel servì l’esercito tedesco, tra il 1914 e il 18 sia contro i francesi, come opposto ai rumeni e infine agli italiani. Da protagonista indiscusso, Erwin Rommel agì nello sfondamento di Caporetto il 24 ottobre del 1917 fino a battersi a novembre dello stesso anno nell’alta valle del Piave.
Il Generale tedesco ha scritto un libro qui in commento. Pubblicato nel 1937, il testo ha per titolo “Fanteria all’attacco. Dal fronte Occidentale a Caporetto“.
Il volume di 479 pagine, nell’edizione LEG, diventa particolarmente interessante, almeno per noi connazionali, quando affronta le esperienze di guerra sul fronte italiano.
La sorpresa, per il lettore, consiste nell’altissimo numero di casi di soldati italiani che si sono arresi ai tedeschi nonostante l’esiguo numero di tedeschi che ebbero di fronte.
Non è finita. Addirittura 50 ufficiali italiani, “prigionieri”, nei pressi di Longarone (alta valle del Piave) pur essendo sotto attacco italiano, non hanno voluto sopraffare le sole 2 guardie tedesche a loro custodia aiutando ed unendosi ai connazionali in lotta.
I casi d’arrendevolezza, di fatto DISERZIONE, sono così tanti, estesi ed importanti, d’avvolgere la forza armata italiana di un manto di disonore.
Questi fatti sarebbe stato opportuno analizzarli e capirli negli studi condotti presso l’Accademia Militare di Modena, come alla Scuola d’Applicazione e infine alla Scuola di Guerra. Invece si scoprono, per caso, in personale e libero approfondimento. Come mai e perchè si perviene ad una verità così estesa e scomoda in forma del tutto fortuita?
In fondo, si capisce anche che la Prima guerra mondiale è stata quasi vinta dal Generale Luigi Cadorna sul piano tecnico e quello politico dal Generale Armando Diaz per collasso del nemico. Spiegato meglio “abbiamo vinto” perchè gli austriaci non ce la fecero più a battersi.
Più in profondità, sorge la domanda: come mai e perchè il soldato italiano pur accerchiato non s’è battuto con maggiore enfasi anzichè arrendersi?
Con il senno del “poi” va registrata un’amara sorte per questi arrendevoli disertori! Per un numero elevato di loro ci fu la morte nei campi di prigionia per fame, freddo e malattie. Gli austriaci, alla fame, non riuscirono a sfamare i disertori italiani.
La presa d’atto di un fatto di questo genere ridimensiona drammaticamente il peso e lo spessore delle forze armate italiane, zavorrando al ribasso la classe politica nazionale. Neppure si può pensare che Erwin Rommel abbia narrato falsità.
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