Considerazioni sulla morte. E’ capitato di partecipare a un funerale di un giovane uomo tra i 25 e 24 anni deceduto improvvisamente per un arresto cardiaco. La persona, alla guida dell’auto, ha sentito il bisogno di riposarsi, parcheggiato in un’area di servizio, s’è addormentato per non svegliarsi più. La successiva autopsia conferma quello che i genitori già sapevano ma pochi altri ne erano a conoscenza, ovvero una gravissima patologia cardiaca in atto.
Al funerale pochissimi erano a conoscenza dei fatti, resi edotti, tutti si sono “tranquillizzati” recuperando la logica in un fatto che non ne ha. In genere sono i figli a seppellire i genitori, non il contrario se non in una stagione di guerra.
Interessante la diversa elaborazione del lutto tra i genitori. Lei, la mamma, straziata, spesso ha bisogno di sedersi non riuscendo a restare in piedi con i convenuti e sente la necessità di piangere sulla bara del figlio. Lui, con gli occhiali da sole in luogo chiuso, ringrazia gli amici e persone che sono affluite alla veglia funebre e narra i dettagli del decesso pur soffrendo. Interessanti queste diversità di genere che rendono la coppia sposata il motore della storia dell’umanità.
“Tranquillizzati” tutti sull’ineluttabilità dei fatti, quindi recuperato il senso logico, emergono delle considerazioni di grande rilievo. I vivi, comunque proseguiranno a vivere, il vero problema è per chi non c’è più.
La frase pronunciata così non è affatto originale, la conosciamo da 50mila anni, però ragionandoci sopra ne cambia la prospettiva.
Pensando alla morte gloriosa, quella in battaglia o anche la morte per una sana vecchiaia è sempre morte, ovvero vuoto, quindi assenza. Contano i presenti non gli assenti. Da qui in poi emerge l’angoscia. Possibile che tutta la vita si raggruppa in un pugno di decenni, setto-otto, addirittura nove in alcuni casi a cui segue il vuoto, l’assenza, il non esserci più?
Considerazioni sulla morte che non aggiungono nulla ma portano alla consapevolezza che conta chi è presente, da qui il pensiero corre anche all’evasione elettorale.
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