D’Annunzio e i suoi errori commessi nella gestione della crisi fiumana occorsa tra il settembre 1919 e Natale 1920.
Quanto qui scritto emerge dallo studio del meraviglioso ed esemplare testo del Direttore Giordano Bruno Guerri dal titolo “Disobbedisco”.
Con grande onestà intellettuale, il massimo esperto italiano su d’Annunzio sa scrivere sia esaltando il personaggio, le gesta, la vicenda e il lettore, in un conteso dove nulla, luci come ombre, sono celate.
L’idea è valida, il personaggio non all’altezza. Chi ha pensato e cercato Fiume italiana ha sbagliato nel rivolgersi al d’Annunzio. Oppure, il Vate poteva anche essere coinvolto, ma assolutamente non doveva assumerne il Comando limitandosi al ruolo giullare di corte o capo ufficio propaganda.
Confondendo politica con uno smisurato bisogno d’idolatria personale, l’intero impianto per Fiume italiana è crollato.
Non è finita.
Nell’iniziativa, nata dai militari (definiti legalisti), si sono accodati i rivoluzionari che poi hanno prevalso cacciando i primi. Da questa cacciata, l’idea e il suo spessore, emotivo quanto politica di Fiume italiana è crollata.
E’ mancata la politica; c’è stato un eccesso di spettacolo, sesso e devianza configurandosi a livello di Sodoma & Gomorra dove lo stesso primo femminismo italiano ha cercato una casa comune perdendosi dentro di essa.
Ancora.
La ricerca artificiosa di novità d’alternare una sull’altra ha portato, nella svolta a sinistra del d’Annunzio, all’idea repubblicana. Non è che il personaggio ci credesse veramente, lo scopo non fu “fare per non restare fermi”. Ecco un altro punto fermo: assenza di riflessione a favore d’effetti scenici a ripetizione. Si potrebbe sintetizzare la “politica” per Fiume italiana, condotta dal d’Annunzio, una serata con fuochi d’artificio. Il problema è che i fuochi poi terminano, ebbene, in nome dello spettacolo continuo, questi riprendono e riprendono ancora e ancora, senza fine, impedendo riflessione e l’abbozzo di un disegno strategico lasciando solo eccitazione fine a se stessa.
Scopri di più da Giovanni Carlini
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.