Si chiama attività di rimozione quel qualcosa che facciamo per non pensare ad altro. Un esempio tipico è lo “shopping” girovagano tra un negozio e l’altro. Ancora, con un altro esempio, avere in mano il telefono cellulare che dovrebbe esprimere (in teoria) il possesso della situazione (ovviamente è pura finzione).
Certamente, noi tutti, ci siamo circondati d’attività di rimozione per supplire a qualcosa che non funziona come vorremmo. Fin qui nulla di problematico, il punto è un altro: il rischio di rimanerci intrappolati dentro!
Mi spiego. Finché si “gioca” nulla osta ma è l’estraniarsi dalla realtà che preoccupa per diversi motivi tra cui:
- il problema non si risolve;
- al contrario lasciando passare del tempo diventa ancora di più complessa soluzione che si dovrebbe affrontare;
- la vittima o la persona che “fugge”, pensa d’averla fatta franca (pura illusione) ma nel corso del tempo poi si giunge alla conclusione, scontando ogni tempo appositamente diluito per estraniarsi dal tema non gradito.
A questo punto che fare?
La soluzione potrebbe essere nel rimorchiatore. S’intende per tale un “personaggio”, ovviamente un esterno a noi stessi, ma particolarmente vicino ed intimo. Quindi il riferimento coglie la moglie o l’amica o amante, (ragionando al maschile) quindi una persona di rilievo che è solitamente ascoltata. Una funzione di questo tipo si chiama di rinforzo. Il personaggio, noi, siamo sostenuti da chi consideriamo “importante”, capace sia di partecipare alle nostre “evasioni” grazie all’attività di rimozione, sia di segnalare l’abuso che di tale attività siamo vittime o complici. Ne consegue che il “rimorchiatore” è anche complice, fino a un certo punto, della nostra attività evasiva.
C’è da preoccuparsi per essersi caricati d’attività evasive? NO a patto che non distraggano completamente la persona dei suoi impegni. Si tratta di gioco e come tale va interpretato.
E’ importante però che non ci siano conseguenze da questo gioco del tipo prendersi una sbronza sistematica danneggiando l’apparato digestivo o peggio nell’uso di stupefacenti che bruciano la parte cognitiva della persona instupidendola.
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