Attaccare una dittatura è sempre un atto di civiltà. Le dittature che minacciano il mondo sono:
- la Cina comunista, quella che ha per capitale Pechino mentre la Cina nazionalista (capitale Taipei) non crea problemi a nessuno se non ai comunisti cinesi;
- Corea del nord;
- prima della bonifica c’è stato il Venezuela;
- l’Iran fondamentalista.
A seguire, dopo le dittature, come ordine d’importanza deleteria, ci sono i movimenti terroristici il cui stermino è cosa saggia.
Al momento, fine febbraio primi di marzo 2026, dopo la felice operazione in Venezuela è il turno dell’Iran fondamentalista. Non è ancora chiaro se l’attacco americano possa scatenarsi in questo fine settimana, ovvero tra il 21 e il 23 febbraio oppure tra il 28 e il 2 marzo. In ogni caso l’azione è bene accoglierla come un’opera di pulizia nel panorama mondiale.
L’Unione Europea, ovvero quella parte d’Europa che riunisce 27 stati sui 45 del continente, non ha la forza morale, la capacità e i mezzi per agire anche solo in difesa. L’unico Paese in Occidente che ha la determinazione, forza e volontà sono gli Stati Uniti d’America. Ecco che stando così le cose, appaiono in tutta la loro mediocrità quei pensieri “comunitari” tesi a sganciarsi dall’area del dollaro o dalla relazione con il Paese che investe in ricerca più d’ogni altro. Pensare d’andare a vendere il “made in Italy” in Vietnam è semplicemente ridicolo e ciò si spiega analizzando la propensione al consumo del “consumatore” vietnamita rispetto al nord americano.
Tradotto in termini più diretti, non è possibile fare a meno degli Stati Uniti d’America sia con un’amministrazione repubblicana sia democratica.
Noi europei investiamo poco per consumare (sprecare) molto, non siamo capaci neppure di difenderci, figuriamoci d’attaccare chi ci molesta da cui una stretta dipendenza dagli Usa.
Tornando al tema, attaccare una dittatura è sempre un atto di civiltà perchè pulisce il panorama mondiale da elementi di minaccia.
Grazie Stati Uniti d’America.
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