Psicanalisi e interpretazione dei sogni. Concetti tratti dal testo Trattato di psicanalisi scritto da Cesare Luigi Musatti e pubblicato da Bollati Boringhieri.

Il tomo di Cesare Musatti è basato su 2 libri. Il primo di 427 pagine tratta le origini della psicanalisi quindi la sua dottrina applicata all’interpretazione dei sogni e infine le disfunzioni più comuni. Il secondo libro, di 368 pagine, s’interessa d’arte e fantasia, gli istinti e la struttura della personalità umana.

Per la mole del tomo non si tratta di una lettura facile ma, del resto non si possono fare solo cose semplici, ora è il tempo della maturazione più intensa.

Relativamente ai sogni s’osserva, con fastidio, l’interpretazione di Sigmund Freud che è centrata su aspetti sessuali. Questa “concentrazione” va interpretata, come già precedentemente qui affermato. Prima di Freud il sesso apparteneva ad una sfera dell’umanità molto limitata, circoscritta e nascosta. Con Freud la sessualità umana entra a pieno regime nella relazione tra persone. Come sempre, in questi passaggi, si passa da un nulla ad un troppo; ecco perchè è necessaria un’interpretazione della declinazione al sessuale del pensiero di Freud e quindi della psicanalisi. Da questa forzatura sul sessuale, che Freud ed altri ricercatori affermano invece emergente dalle testimonianze dei pazienti (magari suggestionati?) ci sono dei punti ricorrenti nei sogni che sono:

  • i genitori (un pensiero e ricordo ricorrente nel sogno)
  • bambini piccoli;
  • nudità;
  • corpo femminile;
  • seni femminili;
  • organi genitali;
  • organo sessuale maschile;
  • l’organo genitale femminile,
  • l’atto sessuale;
  • le carezze;
  • la caduta o perdita dei denti;
  • l’atto della nascita;
  • la morte propria o di congiunti;
  • di fronte a un bivio stradale, la svolta a sinistra per intendere un atto colpevole e deviante quale l’omosessualità, l’incesto e la perversione. Al contrario, girare a destra, per restare nella normalità e lecito quindi ad esempio il matrimonio.

Ogni pensiero ricorrente non s’esprime mai direttamente, ma attraverso simboli. Nel prossimo studio, qui pubblicato, s’amplierà l’elencazione con i rispettivi oggetti simbolici.

Psicanalisi prosegue.


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