Maggio 2010. Studi e osservazioni in funzione del marcato degli stampi. Il problema di fidarsi

Riferimenti a maggio 2010:
www.toolox.com/surcharge.htm
http://www.lme.co.uk/
http://www.tokaicarbon.co.jp

Il quadro generale a maggio 2010
Tutti gli imprenditori più o meno si esprimono allo stesso modo: rileviamo difficoltà crescenti nella gestione aziendale, con forte incremento d’insoluti e fatturati complessivamente su un livello stabile (il lavoro c’è, ma non viene pagato). Il problema è come interpretare questi dati, ai fini di un minimo di pianificazione valida per i prossimi mesi.
Dalle notizie che corrono, la tendenza di fondo è per un raddoppio degli insoluti, che passano da una media del 18% nel 2009 al 30% nei primi 5 mesi del 2010. A questo valore si accompagnano anche i fallimenti, che segnano un +43% in questi mesi sull’anno appena trascorso.
In un contesto del genere, con il credito bancario ancora più razionato, “fare azienda” è sempre più difficile se non si può contare su fonti autonome di finanziamento o sul sostegno di chi, grazie allo scudo fiscale, ha riportato in Patria capitali che ora sono da investire.

La questione dell’euro

Anche se qualche recupero di borsa, non confermato sul lungo periodo, fa pensare che la crisi dell’euro si sia conclusa, guardano “lungo”, la situazione appare più complessa:

– il rischio a maggio 2010 (remoto ma non assurdo) non è tanto che la Grecia venga espulsa dall’area euro, ma che la Germania e anche la Francia abbandonino la moneta comune;

– le soluzioni adottate domenica 9 maggio, non modificano gli errori di fondo della moneta euro, che resta valida dal Mare del nord al Mediterraneo, dai Balcani all’Atlantico ed è proprio questo il suo maggior difetto;

– i forti recuperi di borsa che hanno seguito il 9 maggio (ma non confermati successivamente) non danno l’idea di un ritorno degli investitori, ma di azioni di “ricopertura” da operazioni speculative al ribasso ormai troppo rischiose, il che significa che resta in tutta la sua ampiezza il dramma di una moneta senza una politica comune;

– il cambio contro dollaro non è cambiato restando a 1,22 senza prospettive di reali modiche nel mese di maggio 2010.

Se questi sono i passaggi fondamentali dell’attuale crisi sull’euro che si fa? Francamente sarebbe opportuno aprire un tavolo di consultazione attraverso la Redazione di Stampi, per ragionare specificatamente su questo settore nella ricerca di apposite soluzioni valide qui e non per altri.

Sicuramente la prima cosa da fare/pensare è, indipendentemente dal decorso della moneta che stiamo utilizzando, siamo tutti certi che abbiamo cercato nuovi mercati sostitutivi a quelli tradizionali? “E si torna a bomba”, gira che ti rigira siamo sempre lì: il modo con cui le nostre imprese sono sul mercato!

Tutto quanto stiamo assistendo in termini di crisi che si accavallano può rimanere sostanzialmente “folclore”, se l’azienda si è saputa muovere cercando appositi mercati di sbocco, ma nel qual caso non sia stato lanciato un nuovo modo di fare impresa, con costi non solo contenuti, ma meglio gestiti e una adeguata proiezione verso altri mercati, questo secondo colpo di crisi rischia d’essere micidiale.

Per chi è a corto d’idee, conviene porle a fattor comune con altri. Mark Twain disse: se si incontrano due persone con un dollaro a testa, scambiandolo restano sempre con un dollaro cada uno, ma se li mettessero insieme su un progetto comune, diventerebbero due e farebbero più strada.

Un messaggio per gli imprenditori

E’ accaduto un fatto meritorio di riflessione. Andando di buon ora a prendere il passante ferroviario per recarmi all’Università, sullo stesso marciapiede mentre cammino poco avanti a me, c’è una signora.

Francamente carina, quasi cinquantenne, l’ho guardata e dentro il mio intimo ho sorriso, perché vedere una donna dignitosamente bella è sempre un piacere. Assorto in questi pensieri per trovare energia e carica da spendere durante il giorno, improvvisamente il personaggio lancia un’imprecazione: senza bagnarla, uno scroscio d’acqua proveniente da un terrazzo la lambisce. In ordine dimensionale si è trattato di un pentolino d’acqua rovesciato su una pianta di fiori, senza guardare se sul marciapiede qualcuno stesse passando.

Osservo lo sconcerto della Signora la quale si porta sul bordo esterno del marciapiede e grida cercando di ricevere una risposta da chi obiettivamente ha sbagliato; lancia quindi un paio di richieste del tipo: chi c’è lassù, ma vi pare il modo, state più attenti.

Nel frattempo supero la Signora e vado altre, ma Ella non si muove da dove si trova e prosegue a parlare con la muta facciata del condominio. Continuo a camminare e mi volto per seguire il fatto, vedendo che la malcapitata si è portata sul marciapiede opposto e prosegue a chiamare “un qualcuno” che non c’è, quindi inveire contro il palazzo e cercare soddisfazione che non ha.

Questa caparbietà mi incuriosisce e proseguo a vederla da lontano. Lei è ancora li ferma, chiama qualcuno che non gli risponde e stavolta alza anche il cellulare per; non so cosa.

Sicuramente l’attentato a chi ha bisogno d’essere “carina” è grave, ma la reazione è da scoppiata! Se a tutti capita di perdere le staffe, la sensazione che ho oggi più di ieri, è che i nostri imprenditori stanchi d’essere in trincea (fra poco sono 24 mesi) a volte “diano i numeri” fissandosi su aspetti che non sono quelli più importanti. Allora cosa rispondere a chi chiede come gestire la crisi? Semplice! Le energie le abbiamo dentro, bisogna usarle realizzando per la propria azienda quello che si è sempre pensato e non osato, anche perché adesso o mai più.

Le tendenze delle materie prime al mese di maggio 2010

Acciaio

La produzione italiana d’acciaio si mantiene sostanzialmente stabile in aprile. Dopo un marzo record, secondo i dati diffusi da Federacciai, aprile ha manifestato un andamento costante anche al netto del ridimensionamento d’appena 20mila tonnellate, rispetto al mese precedente.L’output totale è stato di 2,35 milioni di tonnellate, il 57,85% in più dello stesso mese 2009, una delle punte più basse «dell’anno più difficile». A influenzare maggiormente il dato globale, secondo le risultanze di marzo sono stati i piani che nel terzo mese del 2010 hanno visto un incremento del 100% sull’anno precedente, mentre per i lunghi, il dato percentuale risulta meno incisivo pur comunque positivo, segnando un +21,1%.

Sul piano più generale e studiando l’andamento mondiale della produzione d’acciaio è stato registrato il secondo mese consecutivo di forte crescita. Il report pubblicato mensilmente dalla World Steel Association, indica tendenze sottolineate da un deciso incremento, ovvero un +35,7% nel confronto mensile e un risultato nel primo quadrimestre a +31,8% sullo stesso periodo del 2009, per un totale di quasi 468 milioni di tonnellate prodotte da inizio anno.

Alluminio
In termini di valore il prezzo dell’alluminio era 6 anni fa, quindi nel 2004, pari a 1623 dollari la tonnellata, quando al 20 maggio 2010 quota 2.050 dollari. L’apprezzamento nel corso di questi 6 anni è stato pari al 26,31% e del 4,39% su singolo anno. Il precedente incremento, registrato nel rapporto STAMPI in aprile 2010, fu pari al 29,18% e in marzo il 32% di conseguenza nei sei anni è stato registrato un incremento del 4,86 e a marzo del 5% per singolo anno. Non ci sono dubbi che questo metallo sia in dichiarato sgonfiamento di prezzo. Questo vuol dire che si presta per le necessità di magazzino anche se, dal quadro generale macroeconomico non risulta saggio comprare ciò che non sia “sul venduto”.

Rame
In termini di valore il prezzo del rame era 6 anni fa, quindi nel 2004, pari a 2748 dollari la tonnellata, mentre al 20 maggio 2010 quota 7.081 dollari. L’apprezzamento è pari al 157,68% nel corso di questi anni, ovvero il 26,28% per singolo anno.
Nel precedente rapporto STAMPI questi stessi dati furono rilevati in aprile per 146,10% e a marzo in un più 148,92% annuo. Traducendo tutto ciò su base annuale al fine di dare una misura al rendimento speculativo che pesa sul rame nei 6 anni il rendimento è stato in aprile del 24,35 e a marzo si attestò su una media annua del 24,82%. Da qui si desume una sorta di stabilità del prezzo che potrebbe far pensare a un contrastato raffreddamento delle quotazioni del rame anche alla luce dei recenti interventi governativi contro la speculazione che proprio sul rame ha il suo epicentro.
La conclusione è semplice: non comprare il metallo se non sul venduto.