Macroeconomia & ignoranza didattica: un binomio che negli ultimi anni s’è confermato in forme decisamente audaci alzando il livello di scarsa conoscenza da parte degli studenti. In questo campo l’inadeguatezza di un docente si misura dal suo ricorso a terminologia non adeguata, d’origine anglosassone, non direttamente comprensiva.

Mentre in microeconomia l’inadeguatezza all’insegnamento è direttamente proporzionale al ricorso a concetti di matematica e teoria dei giochi, in macro quando ci s’esprime nei seguenti modi:

  • policy maker = vuol dire semplicemente Governo;
  • zero lower bound = tasso d’interesse nominale pari a zero, quindi incapace d’influire nella scelta tra contante e titoli degli operatori;
  • tasso di policy = tasso d’interesse nominale praticato dalla Banca d’Italia (nel nostro paese) quindi Bundesbank in Germania e così via;
  • target money = obiettivi monetari. In genere tali propositi sono della Banca centrale nazionale che punta a un tasso d’inflazione programmato;
  • trade-off = correlazione;
  • output = produzione;
  • input = quantità di materie prime necessarie ad avviare il processo produttivo;
  • IS-LM-PC = quel “pc” vuol dire curva di Philips;
  • mark-up = ricarico, ovvero quanto il datore di lavoro vuole ottenere in termini di produttività dal costo industriale del lavoro che ha sostenuto. Significa che considerato 1.000, ad esempio, come retribuzione netta, il costo industriale sostenuto dal datore di lavoro è solitamente aumentato dell’84% quindi, quel lavoratore costa 1.840 euro alla ditta che lo ha assunto. Chiarito quanto costa, il punto ora è quanto deve rendere. Il centro studi di Confindustria, ma anche Unioncamere, indicano come rientro minimo, per raggiungere il punto di pareggio, almeno 7 volte il costo industriale. Il ricarico è esattamente questo; ciò che Karl Marx indicò come “furto” nel libro “Il capitale”, ovvero quanto chi assume vuole recuperare-guadagnare in termini di produttività dal lavoro del dipendente.

La lista è lunga, qui sono stati indicate solo le bestialità più diffuse. La foto di copertina è pertinente alla microeconomia, ma cambia poco come livello di complessità ricercata.

Certamente la qualità d’insegnamento di un docente si misura, in macroeconomia, dalla sua chiarezza e non al ricorso di terminologia straniera per moda e folklore linguistico.


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