Il dramma italiano, l’8 settembre 1943 che si somma alla vicenda di Caporetto del 1917.

Uno studente ad esordio lezione rintuzza il docente (triste per questa data come significato storico) affermando: evviva l’8 settembre perchè indica l’inizio della liberazione del Paese dal Fascismo. L’insegnante risponde con una faccia truce pensando a tutto il dolore che la Nazione da quel giorno in poi trovò ancor peggio e di più rispetto alla guerra e ai bombardamenti già patiti.

Iniziata la risposta all’allievo questi interrompe nuovamente come se avesse fretta, affermando: ….non so da che parte Lei sia (implicando che l’insegnante sia fascista) ma se non è in accordo con me allora è dall’altra parte.

Ponendosi i confronto su questi termini, allora serve immediatamente un importante richiamo che ristabilisca la dignità del ricordo dell’8 settembre 1943.

Solo chi è in mala fede e quindi di parte esordisce o interrompe assegnando etichette politiche agli interlocutori! In genere questo è l’atteggiamento di sinistra.

Un pensiero maturo profondo, storicamente e intellettualmente evoluto, non è di nessuna fazione, ma si erge al di sopra della contesa e analizza la Nazione. Io non sono fascista (e se anche fosse?) ma italiano! Da italiano analizzo i fatti e la Storia.

Come italiano prendo atto che fino al 7 settembre questo Paese seguiva un orientamento, a partire dal giorno successivo e motivato, il Governo cambia lo schieramento politico e militare della Nazione.

La Casa regnante, che comunque ha accolto il Fascismo come risposta al precedente Governo Liberale, nell’ottobre del 1922, aveva già arrestato il 25 luglio 1943 il Duce cambiando lo scenario internazionale (da belligerante a non belligerante) ma non organizzando il successivo 8 settembre che comunque sarebbe arrivato, data più o meno. Dal 25 luglio all’8 passarono 14 giorni senza che fu predisposta alcuna strategia di disimpegno dalla precedente alleanza! i fatti, ormai in moto, avrebbero potuto portare al 5 come al 10 settembre, ma perchè non furono approntate adeguate strategie? A Cassibile (Sicilia) lo Stato Maggiore italiano e la Corona erano in contatto con gli Alleati tanto che firmano l’armistizio il 3 settembre 1943.

Acquisiti i dati storici elementari e non discutibili, ora parte l’analisi e critica storica! Il dramma italiano non risiede nell’aver lasciato un’alleanza per passare dall’altra parte (anche questo ma non è il punto nodale) ma nella mancata organizzazione militare e logistica che provocò migliaia di morti.

Il dramma dell’8 settembre 1943 fu un cambio di schieramento senza preventiva organizzazione lasciando gli italiani (e in particolare l’esercito) nell’incapacità d’agire-reagire!

Qui non si tratta di perdere tempo discutendo se si è pro nazisti o a favore degli alleati, al contrario è importante sentirsi ITALIANI.

Il Generale Badoglio, per quanto militarmente preparato, si fece travolgere dalla fretta della Corona nel concludere un passaggio politico che avrebbe richiesto ordini chiari se non tempo d’esecuzione.

Il dramma fu che il combinato disposto di 2 autorità, Corona e Stato Maggiore dell’Esercito, non furono insieme all’altezza del momento storico motivo per cui oggi l’Italia non è più una Monarchia.

Qui esposti alcuni rari manifesti di parte che esprimono un punto di vista rivelatosi perdente nel corso dei mesi successivi all’8 settembre.