Critica al volontariato ovvero trovarsi completamente contro corrente rispetto alle sensibilità odierne, ma poco importa, non serve seguire gli altri per ragionare sui concetti. La critica al volontariato emerge dal pensiero già espresso da Arthur Schopenhauer vissuto tra il 1788 e il 1860, autore, tra l’altro del libro Aforismi sulla saggezza del vivere pubblicato nel 1851 e successivamente ristampato in più edizioni.
In quell’occasione Schopenhauer segnalò come l’orgoglio nazionale sfoggiato dalle masse tedesche, francesi, britanniche e spagnole, fosse solo un sostituto alla mancanza di qualità personali.
Va chiarito che il nazionalismo e l’orgoglio nazionale rappresentano dei sani principi per un cittadino. L’importante è che questi valori non portino all’estremo opposto del confronto militare con le altre Nazioni. Spiegato meglio, un bicchiere di vino è sano, 4 diventano un attentato alla stabilità e con 6 ci si sdraia sotto il tavolo completamente sbronzi; un guaio se si dovesse guidare l’auto per tornare a casa. Il fatto che con il vino ci si possa sbronzare non vuol dire che rappresenti un pericolo da debellare dalle tavole dei consumatori. Semplicemente va stabilito quanto vino è saggio bere a stomaco vuoto o pieno. Il nazionalismo è lo stesso del vino a tavola.
Si può essere nazionalisti senza essere dei cittadini assetati di scontri militari? SI. Il primo passaggio è un valore, il secondo un dis-valore.
Schopenhauer notò come le persone più ignoranti della sua epoca, per supplire ad un basso livello di personalità e cultura, si lanciassero sull’orgoglio nazionale. Tutto ciò fu nell’Ottocento.
Oggi nel Duemila i livelli culturali sono tornati ad essere bassi.
In particolare si nota un “alto” livello di scolarizzazione in presenza di pessima-bassa capacità di comprensione; la scuola non forma più, al massimo cerca d’insegnare qualcosa.
Questo pessimo stato culturale è noto a tutti per quanto non ammesso pubblicamente.
Il cerotto per coprire l’inadeguatezza è il volontariato, il “fare qualcosa per gli altri”.
Con una frase di questo tipo, seppellendosi sotto una montagna d’altruismo le persone nascondono un livello di cultura ridicolo.
Che fare?
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