Concorrenza monopolistica approfondimenti. Dopo lo studio analitico di un caso classico con annessi conteggi, già pubblicato ieri ora la riflessione.
Innanzitutto che ci facciamo con il modello di Chamberlin? Tutti hanno in mente un bar o la pizzeria del quartiere; ebbene queste attività sono degli esempi di concorrenza monopolistica.
Conosco già le proteste degli imprenditori di bar, alberghi e ristoranti come pizzerie, che non si sognano per nulla di calcolare una derivata dei loro costi medi per gestire l’impresa, ma è per questo che falliscono in gran numero.
Ovviamente il modello di Chamberlin resta una teorizzazione da cui estrarre la realtà , ma è in base a queste considerazioni che è possibile agire. L’impreparato, l’imprenditore a cultura limita o assente, pretende che “la pratica” sia la soluzione a ogni problema.
Mi trovo spesso di fronte a colui che al ragionamento oppone il “praticamente” cercando d’evitare la concettualizzazione del modello di rifermento.
A questo punto per non fallire ed avere successo serve teoria o pratica? SONO NECESSARI ENTRAMBI!
Con un riferimento alla vita privata, l’amore è certamente fisico partendo da un concetto che è il sentimento. Certamente è possibile amare senza sentimento (concetto simile alla prostituzione) ma il fatto si riferisce a livelli molto ridotti d’umanità e disperazione.
Tornando alla concorrenza monopolistica, grazie a Dio e a Chamberlin, abbiamo un punto di partenza (discutibile quanto si voglia) da cui sviluppare l’analisi e controllo della gestione d’impresa.
Seguendo questo schema le domande da farsi per un imprenditore sono:
- in quale tipologia di mercato è collocata l’azienda (vuol dire libera concorrenza, concorrenza monopolistica, monopolio, duopolio/oligopolio);
- una precisa idea del costo fisso, variabile, medio e marginale (servono delle tabelle, tipo matrice, da redarre);
- confrontare la produzione o attività con l’andamento dei costi medi e marginali per scoprire da quale punto in poi, pur lavorando, s’inizia a perdere redditività per confluire alla perdita!
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