Sul prezzo della benzina e annesse conseguenze si nota un forte clamore e attenzione, onestamente ed oggettivamente gonfiato e sbagliato, se adottato come impostazione e visuale sullo stato della civiltà. Chi strilla, oggettivamente, si rifà a dei valori del prezzo alla pompa del carburante, che al momento sono incontrovertibilmente elevati e ancor in crescita lo saranno per i nuovi attacchi militari all’Iran fondamentalista. L’errore però, che qui si vuole sottolineare, è che non è affatto l’economia la fonte del benessere delle Nazioni, ma la politica. Le scelte economiche seguono gli scenari politici e quando questo non avviene s’apre una crisi. La globalizzazione è terminata con l’attacco russo all’Ucraina a febbraio del 2022 e con la politica dei dazi statunitense. Questa stagione conclusa (per la nuova era ancora non c’è un nome) ha prodotto povertà in Occidente attraverso:
- precarietà del posto di lavoro attraverso la sostituzione del modello di crescita basato sul contratto a tempo indeterminato con altre formule;
- disoccupazione. Va ricordato che i disoccupati votano il che ha posto in crisi le cancellerie di centro sinistra che hanno forzatamente indirizzato gli Stati verso soluzioni collettive oggi in crisi (s’osservi il crollo di credibilità dell’Unione europea e l’idea d’accordo doganale noto come NAFTA in nord America).
Focalizzarsi sul solo prezzo della benzina è molto ma molto riduttivo senza considerare che:
- nell’arco di pochi mesi 2 produttori di greggio, già il Venezuela e fra non molto l’Iran, entrano definitivamente a pieno regime nel mercato;
- già alcuni paesi arabi si sono ritirati dal cartello OPEC frantumando l’idea stessa di prezzo politico del greggio per ricondurlo ai costi di produzione.
E’ la politica, la grande Politica che sceglie le strade della civiltà, l’economia segue solo a ruota applicando gli scenari tratteggiati.
L’invito è a smetterla di fare come lo struzzo misurando lo spessore delle scelte con qualche unità di misura, come il prezzo della benzina, soggetto a modifiche perpetue. E’ necessario guardare ai grandi panorami dove esiste, lo conferma la storia, un nemico (Cina comunista e Russia nazionalista) degli amici (in Occidente) come gli agnostici che sbandano un giorno da una parte e l’altro al contrario (la massa del pianeta).
Sul prezzo della benzina non si vede nulla.
Un vivo e doveroso ringraziamento al New York Times che ha saputo, tramite l’ACI americana, che si chiama AAA, esrpimere una sintesi del prezzo della benzina in 50 Stati degli Stati Uniti d’America: grazie. Quando la sintesi si trasforma in arte.
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