Scambiando democrazia per consumismo vuol dire che gli statunitensi in particolare credono che l’eccesso di consumo produca libertà individuale e quindi perfezioni la democrazia. E’ un punto di vista che va considerato in particolare per l’autorevolezza di chi lo esprime (mai così chiaramente del resto).

Sarà un ragionamento corretto? Non è facile rispondere al quesito.

In effetti il consumo, almeno quello qui inteso, garantisce il godimento a livello personale e privato quindi un’alta partecipazione alla Nazione e allo Stato, Peccato però che tutto ciò non si traduca in riconoscenza da parte del cittadino verso la comunità aprendo, di fatto, una spirale di richieste senza fine. Abbiamo il cittadino scontento che pretende sempre di più.

L’essere umano è stato concepito come incontentabile per cui dare accesso al consumo, produce una corsa senza fine e a se stante dell’atto consumismo. Ovviamente nulla d’educativo c’è in tutto ciò.

Esiste una sorta di relazione inversa tra consumo e sensibilità.

I più accaniti consumatori di moda e in genere “fissati-specializzati-concentrati” su un aspetto specifico sono anche, in line di massima, le persone meno mature, profonde e intense in termini di qualità di vita, pensieri e sentimenti. Si tratta di una generalizzazione, quindi di un pensiero immaturo, ma tendente al vero nella maggior parte dei casi.

Che peccato sapere che il consumo, più è spinto ed acuto e più contribuisce a spegnere o instupidire la mente.

Ed ora s’arriva in America.

L’America è grande quindi capace d’accogliere tutto e il contrario di tutto.

Qui si trovano molte sfaccettature di personalità tra cui cittadini particolarmente fedeli alla Nazione, belli esempi d’identificazione Stato-persona ma anche, in grande quantità (eccessiva) di persone superficiali, poco informate con menti spente, limitate al solo quotidiano per quanto grandi consumatori.

Scambiando consumo per democrazia, l’America ha imboccato la via della superficialità sin dagli anni Sessanta. Gli effetti di questa direzione comportamentale emergono oggi perdendo quote di competitività e influenza sui mercati.