Quanto incidono sul fatturato le spese in un bilancio? Per porsi il quesito vuol dire che ci troviamo nell’analisi di bilancio. Normalmente un commercialista o direttore amm.vo provvedono a redigere il bilancio d’esercizio, ma la sua lettura ed analisi è competenza di un aziendalista e ce ne sono molto pochi nella nostra Nazione. “Fare il bilancio” significa approdare ad un risultato imposto dalla legge, al contrario analizzarlo, presuppone un’azione successiva solitamente tesa ad un’espansione sul mercato o alla gestione di una crisi d’impresa. Si tratta di due professionalità completamente diverse.

In quest’ambito, l’analisi di bilancio è propedeutica (ovvero necessaria) ad andare oltre il solo bilancio d’esercizio, considerandolo la base per un piano di marketing: colpire ed intercettare potenziali nuovi clienti!

Quanto appena scritto intende che quello che qui si scrive rientra nel marketing? NO. Per pianificare l’espansione aziendale servono:

  • analisi di bilancio;
  • capacità nello studio degli schemi organizzativi (organigramma, mansionario, carichi di lavoro) quindi organizzazione aziendale;
  • gestione delle risorse umane e loro impiego, quindi calcolo della produttività del lavoro;
  • conoscenza dalla contabilità e bilancio;
  • capacità di studio del mercato, dell’impresa e del prezzo/costo a cui l’attività si colloca in un contesto di concorrenza.

L’insieme di queste attitudini permette una sintesi: il piano di marketing.

Stabilite le premesse concettuali, incrociando le FONTI, si hanno le incidenze medie delle spese sul fatturato. Per FONTI s’intende Unioncamere, l’Ufficio studi Confindustria, i rapporti di settore Mediobanca, le Camere di commercio per studi a valenza locale e genericamente altri.

  • B6 (vuol dire spese d’acquisto di materia prima), oscilla tra un 25% medio del settore edile ad un massimo del 90% del fatturato per siderurgia e saloni automobilistici. Mediamente la materia prima è inferiore al 70% collocandosi credibilmente tra il 50 e il 65%
  • B7 (spese per servizi) intorno al 20%
  • B9 (salari, stipendi e contributi) massimo al 17%. Potrebbe anche raggiungere il 22% nei call center, ma è un caso. C’è qualche imprenditore che chiama perchè ha il B9 al 60% del fatturato, ma ciò è possibile contraendo drasticamente le altre spese come gli acquisti di materia prima e struttura;
  • spese per il mantenimento della struttura: solitamente l’8%
  • marketing: non meno del 4% se si volesse contrare sul mercato;
  • ammortamenti e tasse al 1% del fatturato per singola voce quindi insieme valgono il 2-3%;
  • spese bancarie (interessi e altro). Quand’ero giovane questa voce era al 2,5% oggi, purtroppo è salita al 5% il che genera “extra profitto” per le banche, ma debolezza e sotto capitalizzazione per le imprese (fragilità). Da notare che quando si sente che le banche sono in extra profitto va tradotto in fragilità del sistema aziendale nazionale; le imprese non sono gestite con denaro di proprietà del titolare ma di altri.
  • l’utile (se c’è) oscilla da un minimo del 2 ad un buon e valido 8%

Buon lavoro, il prof


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