La mia solitudine presidenziale è profonda, intensa, dolorosa. Rivolgendomi al mio Presidente, colui che non ho solo votato, ma sostenuto, oggi non posso che riconoscere quanto sia stanco e malato. Il Leader è entrato in una fase della via più che comprensibile, ma non tollerabile per il Suo ruolo; si chiama demenza senile o qualcosa di similare.
Che strano quanto sia naturale nella vita e per l’esistenza umana, ma non accettabile nel ruolo professionale. Ecco qui confermata la divaricazione tra vita e professione, un aspetto temuto, ma mai dichiarato eppur presente!
Il mio presidente, colui in cui credo, ora non è più in grado di sostenere il ruolo per cui ha chiesto ed ottenuto fiducia.
S’aprono due prospettive altrettanto complesse:
La prima è l’uscita del Presidente dal Suo incarico in forma elegante, cortese, corretta e istituzionalmente ineccepibile prima delle elezioni.
Il secondo aspetto, non meno semplice è dove si trova il sostituto? Oggettivamente questo soggetto esiste sulla carta, ma non nei contenuti, carisma e valori che l’incarico richiede. Precisiamo che per “incarico” non ci si riferisce all’Ufficio Presidenziale, ma al compito di “cambiare il mondo”.
Il mio Presidente è stato votato con un mandato: cambiare la Terra attraverso:
- la rivalutazione del lavoro nella Nazione limitando l’importazione da paesi terzi e in particolare comunisti, che per definizione sono nostri nemici per cui lo scontro militare è previsto (il ritorno della politica a direzione dell’economia, non il contrario);
- tecnicamente, riportare in Patria attività produttive delocalizzate si chiama “reshoring” e ciò comporta un ri-assunzione di ex disoccupati. Ovviamente l’aumento degli stipendi e paghe nel Paese, ne eleva il costo della vita e dei prezzi, ma questo poco conta con la crescita dei redditi. Necessita però una politica fiscale di supporto ai redditi fissi quali statali e pensionati;
- nella missione affidata c’è la definitiva liquidazione dell’esperienza globalizzata iniziata a novembre del 2001 quando la Cina comunista, quella con capitale Pechino entrò nel WTO garantendo le basi operative per l’attacco all’Afghanistan talebano;
- con la liquidazione della globalizzazione (già morta per l’attacco russo all’Ucraina il 24 febbraio 2022) cessa il “turismo” intra culturale dei movimenti migratori per cui l’immigrato torna a casa pur con nostre strutture e possibilità di sviluppo da noi create per loro nelle loro Nazioni (progetto Enrico Mattei);
- chiusura delle devianze a livello sociale.
Il mondo torna ad essere un luogo pulito che non s’è mai sporcato così tanto come in questa fase di fermento ecologico.
La mia solitudine, Signor Presidente, va lenita con un nuovo punto di riferimento Presidenziale che sganci subito il prezzo del petrolio dalle vicende locali liberandoci dai motivi che hanno impedito di spianare ed arare l’Iran fondamentalista, ad esempio.
Attendendo un nuovo leader Presidenziale.
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