Kissinger Nixon e il Cile del 4 settembre 1970 con l’elezione a sorpresa dell’Allende grazie a un piccolo margine di vantaggio sugli altri candidati.
Il candidato comunista ottenne alle elezioni il 36% dei voti validi con un margine di 39mila in più rispetto al concorrente democratico di nome Jorge Alessandri. L’Allende, già sconfitto nel 1964 dal Presidente Eduardo Frei, prese in questa votazione del 1970, meno voti rispetto al passato aveva già totalizzato il 38,9%.
Comunque sia, l’Allende, pur con pochissimi voti in più, impose in pochi mesi dall’insediamento, una sterzata verso l’estrema sinistra al Cile nei termini di:
- alleanza con Cuba;
- liberazione dalle carceri di terroristi del MIR poi arruolati nella guardia personale del presidente;
- nazionalizzazione d’imprese americane.
Con tali azioni l’Allende scatenò una rivolta tutta interna al Cile che si concretizzò in un colpo di stato nel 1973.
La vicenda qui interessa per due motivi:
a) avevo un vago ricordo di quel 1973 percepito come un grave attacco alla democrazia portato dagli americani al popolo cileno. Rileggendo oggi gli atti di quel periodo, non resta che archiviarlo come semplice propaganda comunista dell’allora partito comunista italiano; una marea di falsità da dimenticare;
b) sgombrato il campo dal folklore comunista resta un problema più grave su cui riflettere. La totale inadeguatezza del Dipartimento di Stato nella gestione degli eventi. I sin troppo giovani analisti del dipartimento, freschi d’università, applicarono il paradigma di crescita della società secondo le esperienze statunitensi (vedi New Deal) agli altri Stati. Nulla fu più grave! Il Cile, come i paesi arabi o quelli del sud-est asiatico quindi le “altre” nazioni, vivono e ragionano con loro criteri di valore solo a tratti e occasionalmente confrontabili tra loro.
L’inadeguatezza del Dipartimento di Stato e del suo troppo inesperto personale, non furono oggetto di riflessione della commissione Church del 1975 (voluta dal Congresso degli Stati Uniti) per capire le implicazioni dell’amministrazione Nixon nel colpo di stato cileno.
Kissinger Nixon e il Cile, una vicenda da riscrivere nella sua reale ottica. La lezione da imparare quale? Gli Stati (sono 205 nel pianeta Terra) hanno valori diversi non sempre conciliabili e confrontabili come la globalizzazione vorrebbe. Questa riflessione è anche alla base del fallimento dell’Unione europea politica.
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