Rogers, William Pierce Rogers, fu Segretario di Stato (Ministro degli esteri sarebbe nella traduzione italiana) all’epoca della presidenza Nixon, dal 1969 al 1973. Fu sostituito dal 1973 al 1977 dal Consigliere per la sicurezza nazionale e Segretario di Stato Henry, Henry Kissinger. Un ultimo dettaglio, Rogers (1913-2001) non partecipò al famoso viaggio di Nixon nella Cina comunista del 1972 perchè escluso.
Il ricordo va a Rogers avendo rappresentato, nella storia della politica, un totale e completo fallimento, pur avendo agito in buona fede.
Tutto ciò conferma come non sia affatto sufficiente essere onesti e corretti nella gestione di un incarico complesso, al contrario SERVE AGIRE IN ARMONIA CON LA SQUADRA CUI S’APPARTIENE.
Il Roges fu amico di Nixon ed è fondamentale per questo che ricevette l’incarico al Dipartimento di Stato.
L’azione di Governo che il Rogers attuò fu:
- ispirata alla protezione dell’amico Nixon dai tumulti di piazza attuati dai giovinastri anti guerra in Vietnam. Ne conseguì un’esagerata percezione del fenomeno per quanto più volte quantificato nel 35-37% della popolazione americana. Rogers non si preoccupò della maggioranza della Nazione, il 53% a favore del Presidente, ma della minoranza rumorosa contribuendo a limitare l’azione del Governo che al contrario avrebbe dovuto concentrarsi sull’interesse del Paese;
- a quell’epoca l’amministrazione americana non maturò una precisa scelta di campo in Medio Oriente considerando Israele più come una “rogna” che un alleato. Il motivo fu semplice: la comunità ebraica americana non votò per Nixon e il Presidente non si sentì partecipe della vicenda ebrea nel mondo. Kissinger riuscì a fatica a correggere il tiro dell’amministrazione americana operando per una decisa alleanza con Israele, ma Rogers rimase se non ostile, diffidente e distante dai problemi del Medio Oriente ostacolando le scelte necessarie di quel periodo;
- in linea di massima Rogers credette, nei confronti dell’Unione Sovietica (oggi Russia) che l’America avrebbe dovuto compiere il primo passo nel disarmo illudendosi che i comunisti ne avrebbero seguito l’esempio.
La conclusione è semplice: non basta essere “brave persone” per gestire aspetti importanti di una famiglia, comunità, Nazione.
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