Indice di Lerner, ovvero d’Abba Lerner (1903-1982), statunitense, economista di cultura britannica. L’indice è stato pensato nel 1934 per quantificare il cosiddetto “potere di mercato” ovvero la capacità dell’azienda d’attrarre o mantenere l’interesse dei consumatori sui suoi prodotti o proposte. Tale potere può oscillare tra un minimo di zero (nella libera concorrenza) fino al massimo di 1 (monopolio).

L’indice è apparentemente semplice!

Le difficoltà che pone l’indice di Lerner sono diverse:

  • considera il mercato in termini di potere, ma va confrontato con altri indici come quello di HER FIN DAHL (scritto in questa maniera, con degli spazi, affinché si possa ricordare) e HIR SCH MAN quindi HHI che studia il mercato per numero d’imprese. Con tale confronto, tra potere e numero d’imprese, l’indice diventa, come indicato nel foglio qui allegato, il P-Cmg/P = 1/l’elasticità indicata come valore assoluto. Ecco che Lerner non è l’uno uguale all’altro, ma si limita alla differenza tra prezzo e costo marginale fratto il prezzo e non uguale all’inverso dell’elasticità come spesso viene presentato allargando la visuale e confronto ad altre misurazioni che includono l’elasticità;
  • nei termini pratici e d’effettiva misura, le attività economiche e industriali sono in difficoltà nel calcolo del costo marginale (Cmg) che sostituiscono con il più pratico costo medio variabile. In questa sostituzione s’usa la Teoria del costo pieno. Tale teoria prevede, nella fissazione del prezzo di vendita, che si sommi al costo di produzione un ricarico considerato guadagno. Gli inglesi/anglosassoni chiamano il ricarico come mark-up quindi la teoria del costo pieno è anche nota come teoria del mark-up;
  • terzo punto ostico, la relazione tra l’indice di Lerner e l’elasticità, concetto appena accennato. L’indice è INDIRETTAMENTE CORRELATO ALL’ ELASTICITA’ vuol dire che meno elasticità è più potere di mercato, il che è logico, però non concorde con la raffigurazione grafica del monopolio che lo vede SEMPRE applicato nel tratto elastico del mercato. Quindi se il monopolio è sempre nel tratto elastico della domanda e l’indice spiega che viene esaltato nel tratto inelastico emerge una contraddizione.

Concludendo:

A) L’indice di Lerner è L = P – Cmg/P

B) All’atto del confronto con altri indici, tipo l’HHI,  emerge l’inverso dell’elasticità introducendo una criticità.

C) Difficoltà, quella dell’inversione con l’elasticità, chiara sul piano concettuale, ma non grafica e applicativa al monopolio. Problema poi risolto e spiegato al seguente link di riferimento: https://www.giovannicarlini.com/elasticita-ed-indice-di-lerner-prof-carlini/

D) traduzione dall’inglese di mark-up che vuol dire in questo caso 2 cose:

  • ricarico se inserito nella Teoria del costo pieno;
  • differenza tra prezzo e costo marginale dove nella concorrenza perfetta se il prezzo è uguale al Cmg l’indice di Lerner è zero!

Questa doppia traduzione della stessa parola inglese, spiega quanto sia non corretto l’uso di terminologia straniera nel processo d’apprendimento. 


 


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