Mark Thompson finito! vuol dire che le 495 pagine del suo “libro” sono state tutte studiate, analizzate, sottolineate e confrontate come da pagine qui mostrate a copertina dello studio pubblicato. Non si tratta affatto di una rappresentazione non autorizzata di un estratto da un libro non autorizzata, perchè le annotazioni apportate hanno radicalmente cambiato l’originale portandolo (finalmente) ad un nuovo livello che non appartiene all’autore. Ora, il libro del Thompson, con oltre un migliaio di modiche, è un libro nuovo rispetto a quello che era appena stato acquistato.

Perchè tanta attenzione? E’ stata raccolta la sfida alla narrazione dell’Italia in guerra che lo scrittore lancia a tutti noi, italiani. Ogni riga e parola è stata meditata e confrontata fino al punto dove il Marx Thompson si “sfascia” a pagina 463. Citando testualmente: ….”Tutto questo distingueva profondamente Orlando da Clemenceau e dalle sua avide rivendicazioni sulla Renania. L’altra differenza era che la Francia, dopo tutto, era sempre la Francia.” Il commento a queste parole è BOOM!

Un soggetto scrive 495 pagine per nascondere la polpetta avvelenata in poche righe verso la fine del testo spiegando l’inferiorità dell’Italia. Ecco il filo conduttore dell’intero testo.

Svelato l’intento del soggetto, l’autore del libro, la fine del tormento che ha inflitto la sua attenta e dettagliata lettura, scrive una pagina che mai ci si sarebbe potuti attendere di meditare.

A distanza di un secolo da quei fatti, ci sono ancora in giro soggetti che hanno bisogno d’indottrinare il lettore anzichè descrivere i fatti.

Lasciando perdere complessi di superiorità e razzismo allo stadio patologico, che onestamente emergono dal testo del Thompson quando l’attacco agli italiani è così insistente pagina per pagina; perchè uccidere per la seconda volta persone che sono morte o ferire già feriti. Dove si trova il “gusto” nel colpire chi s’è sacrificato ed è morto o ha lasciato parte del suo corpo per eseguire ordini, nel giusto o nello sbagliato, finalizzati all’amor patrio? Ecco la grande differenza tra il lettore e l’autore: l’amore. Amore per i fatti, per chi ha vissuto quegli avvenimenti e il rispetto.

Ad esempio, in questo momento ci sono grandi idee mal applicate, il riferimento è per l’Unione europea, la moneta “euro” e ciò che è stata la “globalizzazione”, tutte realtà che appaino ancora “sacre” senza intravederne le conseguenze in termini di disoccupazione, povertà e annessi cambiamenti politici (anche i disoccupati votano). La dematerializzazione, l’uso insistente del cellulare e annessa patologica dipendenza, sono aspetti che attualmente, pur non comportando morti, uccidono la personalità ammucchiandola tra i tanti anonimi. Fra qualche anno, quando andremo a scrivere la Storia di questi ultimi decenni a cavallo tra il Novecento e gli anni Duemila, dovremo offendere chi oggi sta cercando di scriverla pur sbagliando?

Ecco che il Mark Thompson è finito sia nel tentativo d’offendere chi ha vissuto il passato, sia debellato per il futuro. Offendere e mancare di rispetto a chi onestamente s’è battuto, resta un errore in ogni caso. Il Mark Thompson non scrive la Storia, cerca un ruolo dove non lo ha.

L’analisi e studio ora prosegue con Gianni Pieropan e Antonio Sema a cui si da il benvenuti.


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