Eric J. Hobsbawm è un comunista; cosa vuol dire, in termini pratici, assegnare un’etichetta ad uno scrittore? qualcosa di molto brutto! Tradotto significa ritrovarsi ossessivamente e con perseveranza il punto di vista dello scrittore messo ovunque nel testo. Quest’essere assillante, da parte di chi ha scritto quelle pagine, impone al lettore una radicale opera di bonifica del libro ripulendolo da quelle frasi e passaggi impuri che non meritano considerazione. In queste condizioni, almeno la prima delle tre opere d’Eric Hobsbawm, dal titolo “Il trionfo della borghesia, 1848-1875″ (il giudizio negativo a carico dello storico richiede d’essere confermato sulle restanti testi) ha certamente dei passaggi che meritano attenzione e rispetto, a patto che sia “sgrassato il testo” come si suol dire in questi casi.

Inizia ora una serie di studi, qui pubblicati, che distillano il contenuto del libro letto presentando ciò che è stato salvato rispetto alle 379 pagine studiate.

  1. la doppia rivoluzione, politica per la Francia e qui il riferimento è a quella del 1789 ed economica da parte dell’Inghilterra intorno al 1750, lanciano insieme una nuova forma mentale in Europa;
  2. qui l’autore mitizza le rivoluzioni del 1848, da cui parte il testo. Francamente, ed è questa una delle prime esagerazioni d’Eric Hobsbawm, senza nulla togliere agli sforzi di quel periodo, il confronto con quella francese non regge. Non si tratta di discutere quale sia l’evento più importante, certamente il trionfo della borghesia non è partito dal 1848 ma dall’applicazione dell’energia alla produzione (caso inglese) e dal sequestro dei beni della Chiesa Cattolica in Germania assegnati ad artigiani divenuti poi imprenditori (Prussia);
  3. è interessante notare nel libro come la Francia resti sistematicamente indietro rispetto alle altre Nazioni del Continente. Su questo aspetto c’è un interessante passaggio che segnala come i francesi abbiano preferito investire i loro risparmi all’estero anzichè nel loro Paese. Collegando questa riflessione con quanto pubblicato da Christopher Clark nel libro “I sonnambuli“, emerge che furono proprio i serbi ad essere finanziati dai francesi in funzione anti-austriaca.

 Eric Hobsbawm: analisi, confronti e riflessione prosegue.


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