Spunti di riflessione emergenti dal Trattato di psicanalisi scritti da Cesare Luigi Musatti. Come noto il Trattato riunisce due libri, il primo di 427 pagine e il secondo di 368. Al momento lo studio è pervenuto a quota 350 pagine delle prime 427. Cos’è stato capito fino ad ora?
Sigmund Freud s’è inserito in un percorso di ragionamenti sulla cura dell’isteria già aperto da altri ricercatori.
All’epoca dell’inserimento di Freud nella dottrina, il metodo applicato fu l’ipnosi. Metodologia non del tutto apprezzata dal fondatore della psicanalisi, perchè soggetta ad elevati varianti nella resistenza opposta dalla mente dei pazienti alla scoperta delle origini della loro malattia. Tecnicamente il concetto è il seguente:
- il malato, sia di mente sia nel corpo, oppone alla guarigione delle resistenze in particolare di natura mentale. Solitamente chi affetto da patologie di lunga durata, “fa i conti con la malattia” accettandola e compiacendosi d’essere al centro degli interessi dei familiari. Già questa è una resistenza. Per chi affetto da malattie mentali, lo spirito del paziente, per puri fini difensivi, eleva una barriera protettiva applicata alla memoria del malato portandolo a dimenticare le cause del trauma. Tali cause però, nonostante dimenticate dalle mente cosciente e vigile, proseguono la loro azione colpendo a caso una o più funzioni vitali. E’ quest’attacco al comportamento che il paziente lamenta e vorrebbe eliminare, ma per farlo deve prendere coscienza dell’origine, quella stessa “cancellata o filtrata” dai sistemi protettivi del cervello del malato;
- per comunicare con le mente del paziente, in quella parte soggetta a censura, s’è cercata una via nell’ipnosi a cui non tutti reagiscono come dovrebbero;
- superata la fase dell’ipnosi, Freud s’è concentrato sui sogni, da qui l’interpretazione del sogno quale atto liberatorio della mente. L’analisi del sogno richiede un metodo associativo unendo parti del sogno con altre e cercando, per questa strada una traduzione che identifica quel ricordo fonte del malessere;
- oltre ai sogni, Freud s’è concentrato anche sui lapsus, ovvero delle parole fuori contesto che pronunciate, indicano l’origine del male nel paziente.
Lo studio del Trattato prosegue su altri spunti.
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