Sul referendum istituzionale del 2 giugno 1946 la prima affermazione che qualsiasi studente italiano sa formulare, riguarda il voto concesso alle donne; caspita quanta superficialità! Del resto i nostri allievi esprimono tutti i limiti dell’attuale sistema “formativo”.
Non ci sono dubbi che il genere femminile fu chiamato, per la prima volta nella storia nazionale al voto, ma il tema centrale del referendum istituzionale fu centrato sia nella scelta della forma di governo di questo Paese, sia nella formazione dell’assemblea costituente che scrisse quell’accordo definito “Costituzione della Repubblica Italiana”.
Sulla critica all’accordo costituzionale si rinvia ai commenti del Presidente della Repubblica Francesco Cossiga già qui presentati in altro studio e ritracciabili al seguente indirizzo Web: https://www.youtube.com/watch?v=soyKrzo8Xkc
Per entrare in profondità sul senso del referendum istituzionale si notano delle anomalie che sono:
- perchè nella “carta costituzionale” è stata indicata come “irrevocabile” la scelta repubblicana e non più soggetta alla scelta del cittadino?
- il voto, che segnò la perdita della monarchia di misura, fu mal espresso. Mi spiego. La scelta fu posta come monarchia e repubblica quando la sostanza sarebbe dovuta essere diversa. Fu Casa Savoia ad non essere più degna di rappresentare il Paese, non la monarchia come istituzione. Si volle confondere il concetto con una famiglia, i Savoia, ormai screditati da una fuga del Re che al contrario sarebbe dovuto restare nella difesa di Roma pur mettendo al sicuro i famigliari garantendo la continuità dinastica.
- Evidentemente nessuna famiglia del nucleo monarchico ebbe la capacità di presentarsi al Paese come Re alternativo a quello in carica, riducendo i Savoia a rappresentare la monarchia e così condannandola seppur di stretta misura nel voto popolare.
- Ecco che fu confuso un istituto, la Monarchia, con una famiglia non adeguata al ruolo e vinse, per differenza residuale la Repubblica, la cui capacità di gestione della Nazione non ha ancora saputo esprimere il suo meglio tranne gli anni di Alcide De Gasperi.
Come si nota sul referendum istituzionale c’è molto da riflettere e studiare.
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