Paghe e contributi un’offesa alla civiltà del lavoro. La retribuzione dovrebbe essere rilevabile con estrema facilità dal lavoratore confrontando le giornate e ore di lavoro con quanto ricevuto. Invece, al contrario della logica e civiltà/onestà, serve un corso di paghe e contributi per riuscire a capire.
Perchè è accaduto questo? andiamo a chiederlo al sindacato!
Il solo sindacato comunista, quello legato al PD, ha tra i suoi quadri ben 10mila persone di cui 5.000 sono dirigenti!! Le altre sigle probabilmente poco meno. Perchè ci sono così tanti sindacalisti? a che servono?
Ecco che il sindacato si conferma come parte del problema!
Una diretta ed efficace semplificazione della retribuzione andrebbe a ridurre la complessità delle trattative impegnando meno ore, meno persone ed è esattamente quello che il sindacato non vuole.
Qui, in forma palese e smarcata si sta affrontando il sindacato quale origine della complessità della retribuzione e lo si conferma; va anche rilevato però che un ruolo di minoranza spetta alla Confindustria e all’INPS. Emerge in questo modo un “comitato d’interazione” teso ad impedire la semplificazione della paga.
Un esempio, tra i molti che si possono fare.
All’atto del pagamento dello straordinario, finché sono da remunerare le ore sostenute, la base di calcolo include il superminimo (si tratta di un valore pari a 2,25 euro che fa parte degli elementi di base e fissi d’ogni mese della busta paga). Quando però si conteggia la maggiorazione dello stesso straordinario che varia a seconda del momento di sviluppo dell’attività suppletiva (di sabato o domenica, di notte o nel tardo pomeriggio) la base di calcolo è la stessa meno il superminimo! Quei 2,25 euro sono conteggiati sulle ore ma sottratti nella maggiorazione.
Si tratta appena di un dettaglio tecnico ma è qui il punto. 26 milioni di stipendiati in Italia (dato ISTAT) , più 3,5 milioni di dipendenti statali conoscono queste procedure di calcolo?
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