Outlander è il titolo di una serie televisiva molto seguita qui negli Stati Uniti e probabilmente anche in Italia. Si tratta di una produzione anglo-americana del 2014. La narrazione ruota intorno alla trasposizione nel tempo, due secoli indietro, di una giovane infermiera inglese, sposata da qualche anno, che si ritrova nella Scozia al tempo dell’invasione da parte dei britannici. Il salto temporale porta la protagonista dal 1945 al 1743.

Osservando le più puntate, che s’alternano, emerge il bisogno di parallelismi e contestualizzazione per capire meglio e di più.

La domanda di fondo è: che ci fanno gli inglesi in Scozia alla luce dell’attuale (ancor oggi 2025) indipendentismo gaelico verso la Gran Bretagna?

Primo passo: lo scontro in atto è collocabile nell’imperante rivoluzione industriale in Inghilterra a partire dal 1750. Quest’evento trasforma il confronto con gli scozzesi tra una società moderna e l’altra classica-tradizionale. Il credo dell’evento “moderno” è quello di sempre: quanto si guadagna, cosa s’ottiene. Al contrario il classico-tradizionale è attaccato alle tradizioni da evolvere al passo della sensibilità umana e delle generazioni. Si tratta di uno scontro classico che è avvenuto ovunque. Inutile discutere chi abbia ragione o torto. In questo contesto c’è l’aggravante, di non poco conto, tra protestanti e cattolici (i gaelici.scozzesi sono cattolici). Gli inglesi non hanno saputo e voluto costruire una relazione sociale di convivenza tra due fedi religiose pur essendo entrambe cristiane; uno scontro che ha comportato la perdita dell’Irlanda e il contenzioso ancora aperto con la Scozia.

Secondo passaggio: gli scontri militari tra scozzesi e inglesi del 1745 a Prestonpans e infine del 1746 a Culloden, furono drammatici a danno dei gaelici. Quest’ultimi, compatti, forti del loro senso d’unità e purezza morale con spirito eroico hanno attaccato gli inglesi che hanno risposto con i cannoni ad alzo zero e scariche di fucileria. Un mattatoio! Eì il caso di sintetizzare con la frase; quando l’eroismo cede il passo alla tecnica. Un fatto che si replicherà nella guerra di seccessione americana del 1861-1865, ma non recepito dagli Stati Maggiori europei che così falliranno nei primi anni della Prima guerra mondiale.

Terzo punto: il fallimento della corona inglese nel non saper dialogare con i gaelici e quindi convivere costruendo una forte confederazione, si replicherà pochi anni dopo, nel 1781 con gli Stati Uniti divenuti ormai indipendenti dall’Inghilterra. Tutto ciò è a carico dei Re inglesi Giorgio II e Giorgio III.

Quarto punto: anche in questa serie TV, Outlander c’è un Capitano inglese “cattivissimo”, sadico e immaturo. Si tratta di una figura ricorrente nella descrizione dell’esercito britannico. La stessa, quasi identica immagine di Capitano crudele c’è nel film “Il patriota” (The patriot) del 2000 interpretato, tra gli altri, dall’attore australiano Mel Gibson e centrato sulla guerra d’indipendenza americana.

Outlander assume, in questa veste di connessioni storiche, un gradevole spunto di riflessione.


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