Moral bombing come autorizzazione politica all’uccisione deliberata di civili per fiaccare la volontà di combattere del nemico. La guerra morale è un concetto coniato da Wilston Churchill nel corso del 1940 ai danni della Germania. Si tratta di un crimine di guerra per cui gli alleati non hanno mai dovuto rispondere a nessuno e in alcuna sede processuale. Il culmine di questa strategia sono state le due città giapponesi che nel 1945 hanno permesso la conclusione del conflitto nell’emisfero asiatico.
In dettaglio vuol dire smettere di bombardare con ordigni a caduta libera che esplodono sulle case dei genitori e famiglie di soldati al fronte ma usarli incendiari; è il fuoco che distrugge non l’esplosione fine a se stessa.
Più precisamente la tecnica di bombardamento secondo la moral bombing prevede che una casa, un condominio abitato da civili (considerato “obiettivo”) venga inizialmente colpito da un ordigno classico tale da “aprirlo” mentre gli inquilini si trovano al sicuro nel rifugio sotterraneo scavato sotto l’abitato.
In seguito nell’apertura creata dalla prima bomba, arrivano, da una seconda ondata di bombardieri, altri ordigni però ora del tipo incendiario per distruggere l’abitato e far morire i condomini intossicati dal fumo o bruciati dal calore scatenato nella casa.
I tedeschi hanno commesso crimini di guerra e hanno pagato per questo, quindi la stessa sorte è stata inflitta ai giapponesi e gli alleati? Ecco il punto. Il Roosevelt e il Churchill sono celebrati come dei “liberatori” ma tali in realtà non sono stati.
E’ anche vero che tra il dittatore Stalin, il malato Roosevelt e il patologicamente affezionato alla poltrona Churchill, non c’è grande scelta rispetto a figure modeste come Mussolini e Francisco Franco e infine Hitler. Qualsiasi personaggio sia preso in considerazione di quel periodo, pecca di grande modestia anche se allora fu celebrato con grande enfasi.
Quell’epoca, gli anni Trenta-Quaranta del Novecento, si confermano ancora, nell’approfondimento storico come un ventennio di povertà concettuale.
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