Modello di sviluppo economico perseguito, quale sistema stiamo perseguendo per produrre ricchezza e benessere? Di fronte a questa domanda molti studenti non sanno rispondere e in realtà anche diversi docenti che non agiscono per cattedre d’economia.

Il modello di sviluppo non è uguale per tutte le 9 civiltà del pianeta Terra e non è costante tra le diverse epoche vissute.

L’economia, oltre quella mercantile basata solo sullo scambio, iniziò con la rivoluzione industriale, una stagione nella quale si produssero beni nuovi lavorando le materie prime; fu il 1750 in Inghilterra. Da allora, oltre all’agricoltura anche l’industria, attraverso petrolio e materie prime fu in grado di produrre quanto necessario per migliorare l’esistenza.

In quell’epoca, tra la fine del Settecento e l’inizio dell’Ottocento, qualsiasi oggetto prodotto fu venduto in base a un bisogno che fu sia grande sia sterminato d’ogni tipo di manufatto.

Nonostante  ciò, verso il 1860 ci furono i primi fallimenti d’imprese; come fu possibile un fallimento a fronte di tanto bisogno da parte del mercato?

Lo studio portò alla comprensione dei costi marginali. Mentre prima il mondo economico comprendeva i costi fissi e quelli variabili, si scoprirono quelli marginali per spiegare dei fallimenti altrimenti incomprensibili!

Sul concetto di costo marginale e della sua pericolosità nella gestione d’impresa si rinvia a specifici studi qui già pubblicati.

Tornando alla scoperta e relativa spiegazione dei fallimenti d’impresa, pur in presenza di un grande mercato, s’entrò in crisi (la prima grande depressione) nel 1873. Quella depressione, che iniziò con i fallimenti bancari a Vienna, nessuno la capì infatti si dovette confidare nella fortuna ed attendere il 1895 ovvero ben 22 anni dopo, per uscirne. Quella crisi non capita e non risolta ma sofferta e sopportata, si ripresentò ancora nel 1929 in una seconda grande depressione. Stavolta però John Maynard Keynes (1883-1946) un economista britannico capì e c’insegnerò a gestire la seconda grande depressione.

Entrambe le crisi, quella del 1873 e del 1929 furono motivate da un eccesso di produzione. Troppi prodotti, beni e servizi erano presenti sul mercato e non tutto si potè acquistare, i prezzi crollarono e fallirono sia i contadini, sia le banche sia le fabbriche.

Il modello di sviluppo del periodo 1750-1980 (ben oltre due secoli) è stato basato sulla produzione.

Oggi, nel 2026 siamo agli albori di una terza grande depressione.

Stavolta non si può discutere sull’eccesso di produzione, ma su un esubero d’indebitamento.

Ecco che il modello di sviluppo perseguito dal 1980 al 2026 è stato l’indebitamento e il consumismo. Abbiamo affidato il nostro benessere all’iper-consumo e al debito da contrarre per consumare al di sopra delle umane possibilità di produzione.

E’ triste.


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