La Politica decide dove e come l’economia si può sviluppare, non il contrario. Il pensiero, ideologico, che dichiara il contrario è di natura materialista e socialista; noi non lo siamo. Ne consegue che chi detta l’agenda del comportamento collettivo e nazionale è sempre la politica.
La riflessione nasce da un incauto articolo del Sole 24Ore che, essendo di parte, ovvero schierato sulla sola economia-finanza, considera “incauta” la politica di pulizia in Medio Oriente ai danni della dittatura religiosa iraniana.
Che lo stretto di Hormuz sia aperto o chiuso, rappresenta una naturale conseguenza TEMPORANEA di un conflitto in corso.
La confusione tra politica ed economia ha colto gli americani consegnando alla Cina comunista (quella con capitale Pechino, da distinguere la Cina nazionalista con capitale Taipei) un ruolo economico a danno della politica. Furono gli anni Settanta con l’amministrazione Nixon.
La stessa confusione ha colto il nostro precedente Presidente del Consiglio dei Ministri, On. Silvio Berlusconi, nei primi anni Duemila, quando ha creduto che il criminale Putin potesse vendere gas all’Occidente; fu un errore!
La Russia nazionalista e Cina comunista si confermano come nemici dell’Occidente; perchè avere rapporti economici con il nemico?
Va riconosciuto che l’ing. Enrico Mattei, pur essendo democristiano e occidentale vendette i cuscinetti a sfera per i carri armati nord coreani impegnati nella guerra contro l’Occidente negli anni Cinquanta. Fu un’esagerazione.
La Politica resta la direzione da prendere e i tempi della politica dettano le scelte economiche a dispetto del Sole 24Ore, delle bollette del gas e di quant’altro. In tutta franchezza non credo che lo stretto d’Hormuz resti chiuso per molte ore ancora, riportando la fiammata speculativa ai valori precedenti.
Chi scrive insegna economia da 40 anni, ma ha anche studiato scienze politiche. E’ immaturo restringere il campo d’analisi ad un solo aspetto. In tal senso si lamenta la voluta rinuncia, in campo sociologico, economico e politico, ad una Teoria Generale come avevamo negli anni Settanta. L’assenza di una Teoria Generale genera queste confusioni nell’ordine d’importanza di cui la stampa economica è vittima.
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