La didattica da riformare. Oggi gli studenti, in particolare nella scuole fino alla maturità, non sanno che lo Stato spende per loro 8mila euro all’anno per cui un diplomato vale 104mila euro d’investimento formativo! Ovviamente vanno licenziati tutti quei docenti che entrando in classe non ricordano agli studenti “la grazia di Dio” ricevuta per il solo fatto di trovarsi su quel banco di scuola.

Oltre a questi iniziali aspetti, ce ne sono altri sui quali meditare.

Lo studente, in particolare quello italiano, riceve un insegnamento passivo in classe. Vuol dire che impara (si fa per dire) solo quello che l’insegnate afferma e spiega. Non è mai stato detto agli allievi che hanno libri di testo da utilizzare per approfondire i concetti appena accennati-discussi in aula. Addirittura c’è la presunzione dello studente di sentirsi libero di non conosce quello che non è stato affermato dal docente in classe! 

Serve una modifica alla didattica d’applicare tramite circolare ministeriale per cui:

  • il docente seleziona gli argomenti del programma che a suo giudizio sono i più complessi e che richiedono una spiegazione specifica per essere meglio compresi dalle giovani generazioni;
  • la selezione dell’insegnante non esime l’allievo da studiare tutto il programma pari all’indice del testo in uso per quella materia. Ne consegue che le interrogazioni in classe e i compiti scritti verteranno sia sulle parti spiegate in classe sia quelle, più semplici, oggetto dello studio individuale a casa dello studente;
  • spiegare ai ragazzi e ragazze quante ore di studio sono necessarie al giorno per cui alla prima superiore sono necessarie 2 ore di studio individuale quotidiane (sabato e domenica compresi). In terza 3 ore, in quarta 4 e infine sotto maturità dalle 5 alle 6.
  • è anche necessario raggiungere indicativamente percentuali di bocciati (non rinviati a settembre) nell’ordine del 20% all’anno per classe. La bocciatura deve tornare ad essere strumento d’educazione per gli studenti. 

La didattica riformata rappresenta la base per una scuola selettiva e del merito. Troppo spesso si trovano in giro dei “diplomati” che non meritano il titolo che gli è stato riconosciuto (regalato).


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