La conquista del Sabotino, studi sulla Prima Guerra Mondiale

E’ inusuale nel 2016 studiare a fondo la Prima Guerra Mondiale: che peccato! In realtà in quel conflitto c’è la base del nostro comportamento attuale. Nel bene come nel male, siamo tutti figli di quel periodo. Il secondo conflitto fu una naturale conseguenza del primo. 

Tra diversi avvenimenti di quel primo scontro dell’umanità, sul fronte italiano, desta molto interesse la conquista del Sabotino. Il Sabotino è solo una collina d’appena 600 metri abbondanti, ma si eleva su una pianura da cui tutta la visuale è aperta. Ecco l’importanza che ne ha rivestito la conquista. Non solo, ma ai piedi del Sabotino, incastrata con il monte San Michele c’è la città di Gorizia. Ecco che il Sabotino non è solo un monte, ma anche una città e l’accesso al fiume Isonzo. L’obiettivo dell’Esercito Italiano fu di proseguire oltre Gorizia, per colpire Lubiana e infine Vienna. Fin qui il piano strategico.

Il motivo per cui contro voglia ho studiato specificatamente la conquista del Sabotino è un altro. Ci sono state diverse battaglie sull’Isonzo (spallate). In tutto furono 12. Ebbene per conquistare il Sabotino si dovette giungere alla sesta battaglia! Detto in altri termini ci furono altre 5 “spallate” con una marea di morti. La domanda (retorica) è: perchè? Chi ha informato le famiglie dei caduti di una morte per disorganizzazione? Dove fu la professionalità dell’esercito italiano?

Tutte domande che restano ancora senza risposta.

La conquista del Sabotino avvenne il 6 agosto 1916. Il successo fu attenuto con poche perdite e un grande apparato logistico. Detto in altri termini si ottenne la conquista della collina solo grazie alla preparazione. Preparazione d’artiglieria (uso di bombarde anzichè di cannoni) Preparazione del terreno (scavo di controtrincee). Preparazione tattica (afflusso di rinforzi). Tutto qui. Semplice e drammatico. Prima con i soli cannoni si cercò d’ottenere quanto solo le bombarde sanno fare. Prima i nostri soldati furono esposti per 1 km al fuoco nemico. Prima nessuno pensò che la ricognizione area fosse importante!

Eppure già nella Guerra di Secessione americana si poté imparare quanto fosse deleterio nell’attacco un lungo percorso sotto il fuoco nemico. Addirittura i suddisti persero la guerra, nella battaglia più importante, esattamente per questo aspetto: un’eccessivo percorso d’avvicinamento alle trincee nemiche. Eppure lo Stato Maggiore italiano, in pieno conflitto non capì.

Cosa importa noi, nel 2016, riflettere su drammi di questo tipo?

Viene alla mente una Unione Europea ripiegata su temi economici e poco politici. Un euro che ha tolto la politica monetaria ai singoli stati. L’assenza di un contratto di lavoro comune nella Ue. Non ci sono programmi scolastici concordati in ambito comunitario. Etc..etc..etc… Per forza di cose emergono fatti come la Brexit e Greexit. La conquista del Sabotino assume quindi un evento quotidiano e terribilmente attuale.